Alla luce della notte. Stefano Graziani al Pastificio Cerere

Con un ciclo di fotografie a cui ha lavorato durante gli ultimi tre anni, Stefano Graziani propone una luce diversa attraverso la quale indagare la realtà. A Roma, al Pastificio Cerere, fino al 26 luglio.

Stefano Graziani, senza titolo (Egitto), 2012 - Courtesy Galleria Mazzoli, Modena

Forse perché protette dalla discrezione del buio, le conversazioni notturne sono quelle in cui le zavorre della realtà e della logica si fanno meno vincolanti. Quasi come se fossero guidate dal concetto di flusso di coscienza, sono libere associazioni che aprono nuovi sguardi e nuovi processi di conoscenza del mondo circostante.
Con la sua mostra alla Fondazione Pastificio Cerere, Stefano Graziani (Trieste, 1971) mette lo spettatore di fronte alla riproposizione per immagini di questo meccanismo. Un progetto fatto di 24 fotografie che apparentemente sembrerebbero non avere un filo conduttore, ma che in realtà sono legate dal fitto intreccio di riflessioni che ognuna di essa innesca. Scintille, cieli, dettagli e frammenti di paesaggi che vogliono essere punti di partenza per nuove e imprevedibili conversazioni. Perché, come quando si fotografa in notturna, l’obiettivo deve rimanere aperto per molti secondi, e in quel lasso di tempo tutto può accadere.

Maria Marzia Minelli

Roma // fino al 26 luglio 2013
Stefano Graziani – Conversazioni notturne / Late night conversations
a cura di Alessandro Dandini de Sylva
PASTIFICIO CERERE
Via degli Ausoni 7
0645422960
info@pastificiocerere.it
www.pastificiocerere.com

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Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.
  • andrea bruciati

    spero di poterla visitare