Succede a Venezia. Emilio Vedova si fa in tre

In occasione della Biennale d’Arte, i Musei Civici di Venezia propongono una serie di dialoghi inediti tra arte contemporanea e luoghi storici, o più semplicemente: tra passato e presente. Primo di questi esperimenti è “Vedova Plurimo”. In mostra fino al 13 ottobre.

Emilio Vedova

L’arte è contemporanea. Prova ne è l’esperimento dei Musei Civici di Venezia: far dialogare l’arte dei giorni nostri con i musei d’arte storica. Se nei prossimi giorni provate a farvi un giro in uno degli undici musei civici, troverete – accanto a un Tintoretto, vicino a uno scheletro di dinosauro o di fronte a un Canaletto – delle opere d’arte contemporanee.
In questo filone – MuVe Contemporaneo – trova spazio anche Emilio Vedova (Venezia, 1919-2006). In questo caso, però, non si parla di mostra ma di presenze, tracce. Vedova Plurimo è il nome del filo conduttore che lega il museo Correr con Ca’ Rezzonico e Ca’ Pesaro: all’interno dei loro percorsi – fino al 13 ottobre 2013 – il maestro veneziano è presente con sette opere. Nello specifico: al Correr, a fare da padrona è la mega installazione Chi brucia un libro brucia un uomo (il disco che l’artista ha realizzato dopo l’incendio che distrusse la biblioteca di Sarajevo negli anni della guerra), le fa compagnia il telero Oltre ’86; al secondo piano di Ca’ Rezzonico, invece, in dialogo con gli affreschi di Giandomenico Tiepolo, sono esposti due Frammenti (uno dei quali dedicato a Tiepolo) e un Frammento/Scheggia; infine, nell’androne di Ca’ Pesaro saranno visibili (dal 31 maggio) due opere realizzate dall’artista negli anni berlinesi: Plurimo 1964 e Plurimo Omaggio a Dada Berlin 1964/1965.

Vedova Plurimo
Vedova Plurimo

Queste opere di Vedova hanno un comune denominatore: catturare lo spazio. Che siano schegge, frammenti, dischi, quadri, l’arte di Vedova riesce a sposarsi più che bene con l’architettura in cui è ospitato. Certo, alcuni accostamenti possono cozzare o possono sembrare inopportuni; eppure – più che dal materiale di cui sono fatti – le opere e lo spazio di giustificano a vicenda per il concetto che alla base li unisce: un dialogo, un omaggio, una riproposizione di un tema già espresso. Ecco: MuVe Contemporaneo è sicuramente un azzardo, una scommessa che Gabriella Belli (direttrice dei civici) porta avanti in prima persona. I numeri, più in là, le daranno ragione o torto. Sta di fatto che il primo di questi matrimoni è ben riuscito, e l’agenda dei MuVe ne conta almeno altri cinque da celebrare.
Rivisitando il titolo di quel famoso film con Michael J. Fox, questo Vedova Plurimo è un ‘ritorno al presente’, un passaggio indolore da un’epoca a un’altra. Una traccia, appunto, il cui eco si diffonde il tutto il Canal Grande.

Paolo Marella

Venezia // fino al 13 ottobre 2013
Vedova Plurimo
MUSEO CORRER
Piazza San Marco 52
correr.visitmuve.it
CA’ REZZONICO

Dorsoduro 3136
carezzonico.visitmuve.it
CA’ PESARO

Santa Croce 2076
capesaro.visitmuve.it
848 082000

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Paolo Marella
Barese, classe 1987, trapiantato maldestramente a Venezia. Laureando in Economia e Gestione dei Beni Culturali all'Università Ca' Foscari, coltiva da anni una forte passione per l'arte e la scrittura. Gli piace il mondo della comunicazione: quest'anno ha lavorato nell'ufficio stampa del Carnevale di 2012. E' giornalista pubblicista, anche se non lo dice in giro. In passato si è occupato di cronaca giudiziaria per il Quotidiano Puglia. A Venezia ha lavorato, come mediatore culturale, nei maggiori musei d'arte contemporanea e moderna - Palazzo Grassi, La Biennale e Peggy Guggenheim Collection. Ha un blog (anche se ci scrive poco) e gli piace molto il cinema. Fa scherma. O almeno ci prova.
  • Sempre gli stessi nomi! 1 megamostra di Vedova ad ogni Biennale! Il disco si è inceppato? BASTAAAAAAAAAAAAAAAAA

    • questi sono invecchiati questi artisti hanno piu’ valore rispetto a noi giovani , perchè sono piu’ conosciuti e se muoiono i loro dipinti salgono alle stelle , prezzi altissimi , c’è un meccanismo nel mondo dell’arte dove non conta piu’ l’opera ma l’artista, è basta, la sua popolarità e pari al guadagno di quello che dopo al sua morte potranno fare gli altri, la triste verità è questa a a me Piace molto Vedova, e se ci sono sempre gli stessi nel mondo dell’arte lo spiegato prima, il tuo basta è comprensibile e lo condivido Dsk