Segni e sogni di Danilo Bucchi

Il disvelamento di una realtà personale, quella del mondo di Bucchi, avviene attraverso segni continui, lucidi e perfetti; colori sempre ponderati e calibrati nella loro cromia; tante bambole e poi l’artista stesso. Pittura, acquerelli, smalti e scultura per una ricerca i cui punti di forza si ripetono nel tempo, ciclicamente, come le sue linee curve. Da Emmeotto a Roma, fino al 1° giugno.

Danilo Bucchi, 46 pagine di taccuino. Lanterne rosse, 2008 - photo Roberta Krasnig

Danilo Bucchi (Roma, 1978, vive a Roma, New York e Beijing) racconta il suo immaginario animato da storie, sogni e situazioni al limite del surreale. La sua ricerca inizia con una sperimentazione sul segno, smalto nero dato con una siringa. Scrive il curatore Gianluca Marziani: “Tracciare un segno nero che scorre come un percorso dentro e oltre il reale”. Un “reale” fatto di visioni fantastiche, oniriche, che nonostante la bidimensionalità su cui l’artista opera non precludono una sperimentazione, appena avviata, anche nell’ambito della scultura. Nel suo autoritratto in alluminio Man in charge (2013), infatti, c’è la volontà di ricrearsi nella forma e nella materia per sentirsi compagno e protagonista insieme agli altri personaggi che popolano le sue opere. La carica che è presente alla spalle dell’opera pare essere la vera chiave per aprire la mente all’immaginario dell’artista e dei suoi mondi: non serve girarla per addentrarsi in queste realtà.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 1° giugno 2013
Danilo Bucchi
a cura di Gianluca Marziani
EMMEOTTO
Via di Monte Giordano 36
06 68301127
[email protected]
www.emmeotto.net

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.
  • Leonardo

    Ciao ho potuto vedere delle sue opere, alcune delle quali create con lo stilista Marras, a Spoleto. Da vedere!! al Palazzo Collico di Sploleto.