Nikolas Gambaroff: interni d’artista

Al centro dell’indagine c’è l’esperienza visiva della pittura, reinterpretata e rivoluzionata attraverso sperimentazioni in cui dialogano design e arte. Nikolas Gambaroff invade gli spazi milanesi di Giò Marconi, fino al 18 maggio.

Nikolas Gambaroff, Untitled, 2011

Inaugurata in occasione della recente Design week, Quality Interiors, mostra personale di Nikolas Gambaroff (Germania, 1979; vive a New York), è in corso negli spazi milanesi di Giò Marconi. Nel percorso espositivo emergono innanzitutto i manichini realizzati in collaborazione con Nina Yashar, comparse scultoree che si trasformano in immaginari spettatori dello spazio. Presenze non presenti che generano un percorso nel percorso, tra le cromie delle opere a parete e gli oggetti comuni (sedute, utensili da cucina). Sono tutti lavori inediti, spesso realizzati utilizzando un materiale particolare: il polyethylene terephthalate (PET). Ogni opera nasce per decontestualizzare la materia di partenza: dalle pagine di riviste alle pubblicità dei supermarket. Testi, parole, immagini e colori: per Gambaroff tutto può diventare un pretesto per giocare con il linguaggio mediatico. Come un rimpallo ritmato tra pennellate e piani di carta, tra cornici e sconfinamenti iperbolici.

Caterina Misuraca

Milano // fino al 18 maggio 2013
Nikolas Gambaroff – Quality Interiors
GALLERIA GIO’ MARCONI
Via Alessandro Tadino, 15
02 2940 4373

[email protected]

www.giomarconi.com
  

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Caterina Misuraca
Caterina Misuraca nata a Lamezia Terme nel 1976. Vive e lavora a Milano. Laurea all’Università di Bologna in Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo. Giornalista di cronaca, politica, costume e società. Curatrice mostre d’arte sociale (tra queste: OggettInstabili - Moti Urbani StazionImpossibili). Contitolare Agenzia di Comunicazione Misuraca&Sammarro. Organizza eventi di critical fashion ed ecodesign (tra questi: Natura Donna Impresa Verso Expò 2015 - IOricicloTUricicli). Dal 2008 collaboratrice di Exibart, da marzo 2011 passa ad Artribune.