Mustafa Sabbagh, il lucido e l’opaco

Prima personale milanese dopo anni, presso The Format, per uno degli artisti italiani più internazionali, per biografia, collaborazioni e respiro: il fotografo italo-giordano Mustafa Sabbagh. Ma, nonostante l’affermazione sulle pagine di Vogue, non chiamatelo “fotografo di moda”. A Milano, fino all’11 giugno.

Mustafa Sabbagh - Untitled

Le composizioni di Mustafa Sabbagh (Amman, 1961) non puntano sullo shock rassicurante o sul bello canonico né hanno la leggibilità immediata della pubblicità. Tutto è ambiguo, perturbante e molto più stimolante nei paesaggi intuibili attraverso gradienti di oscurità o bruma, oppure nei ritratti mascherati (samurai contemporanei o ibridi con l’insetto e il coleottero?) come nei distici che li fanno reagire per associazioni che afferiscono all’alchimia emotiva. Si possono evocare Mapplethorpe o Schiele per la ricerca sul corpo nudo che si focalizza su cromie e trasparenze di epidermidi percorse da vene, nei e peli. Tuttavia l’assonanza più profonda è con la pittura olandese del secolo d’oro. Nel genio intuitivo del trovarobato di oggetti e corpi e nell’assemblaggio che rimanda a Rembrandt e a un comune amore per tutte le manifestazioni non convenzionali del mondo. Per il lucido e l’opaco.

Alessandro Ronchi

Milano // fino all’11 giugno 2013
Mustafa Sabbagh – Solo Show
THE FORMAT
Via Pestalozzi 10/32
[email protected]
theformatcontemporaryculturegallery.4ormat.com

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Alessandro Ronchi
Alessandro Ronchi (Monza, 1982) è critico d’arte e giornalista culturale. Si interessa specialmente di arte dalle origini alla contemporaneità, iconografia, cinema, letteratura, musica e pop culture. Ha diretto il mensile Leitmotiv e collabora con testate giornalistiche, website e gallerie. Tiene corsi di cinema e cultura visiva presso istituti scolastici. Fa parte dello staff redazionale di Artribune dalla fondazione nel 2011.
  • WAF

    mostra inutile

  • fruttivendolo

    Vista la mostra… allestita male, galleria da mercato del pesce.

    • fausto

      il mercato del pesce se non altro è più colorito e simpatico e poi si trova tanta gente comune che non frequenta le galerrie- feticcio sul contemporaneo…si fa per modo di dire..

  • Alessandra B.

    “uno degli artisti italiani più internazionali, per biografia, collaborazioni e respiro” ma chi l’ha scritta questa recensione? posso capire che tra amici (come si desume) si facciano complimenti, ma sù, un poco di serietà non guasterebbe altrimenti l’autorevolezza del giornalista e della testata rischiano l’imbarazzante.
    Inoltre avendo visto la mostra (concordo, allestita così così) mi viene da dire che tutti questi riferimenti artistici elencati noiosamente dal recensore, conferiscono più che l’ambiguità, un carico eccessivo e debordante che non sembra essere il risultato di una riflessione e di uno studio (come in Jeff Wall) ma delle peggio derive tipiche dello sguardo superficiale della moda… e per favore non tiriamo in ballo Mapplethorpe

  • Marta

    Bellissima mostra!!!!!!!!!

  • marco

    certamente non è una mostra per tutti , per palati raffinati di fotografia , sembra di essere a ny

  • Gianni

    Ho visto la mostra, non sono stato all’inaugurazione.
    Mustafa Sabbagh lo conoscono in tanti, il suo lavoro parla da se. Può entrare dritto al cuore o può scivolare via nel corpo come olio, questo solo ognuno di noi lo sa. Penso sia poco produttivo esprimersi ( vedi commenti ) con frasi che offendono un percorso professionale così importante. E con questo non dico che le sue opere devono piacere per forza, anzi. Ma criticare il lavoro di un’artista così in anonimato è solo sintomo di gelosia non produce nulla ne a voi che lo scrivete ne al “pescivendolo”.
    Continuate a masturbarvi in casa da soli con le sue opere…. e mi raccomando… non ditelo a nessuno e usate l’olio!!
    in Fede
    G.