Il viaggio nella consapevolezza di Michele Zaza

L’infanzia in Puglia, la scoperta della sessualità, la maturità. Sono temi cari a Michele Zaza, che si riflettono nei suoi lavori fotografici, dai primi Anni Settanta alle più recenti realizzazioni. In mostra alla Galleria Persano di Torino fino all’8 giugno.

Michele Zaza, Ritratto magico, 2005 - Courtesy Galleria Giorgio Persano, Torino

Un box con le opere fotografiche degli Anni Settanta, un altro con quelle degli Anni Ottanta, e in mezzo la produzione più recente. Il tutto sovrastato da una monumentale parete, dipinta in blu oltremare, su cui galleggiano costellazioni di molliche di pane, intervallate da due videoproiezioni che ritraggono l’artista e la sua nuova compagna. È l’universo di Michele Zaza (Molfetta, 1948) che, in questa antologica, ci accompagna in un viaggio a ritroso nella sua terra d’origine e nel suo tempo. Fatto di ritualità, contemplazione, simbologia. Tutti elementi che, da scultore qual è, amalgama e plasma in una sorta di ricostruzione del proprio mondo affettivo. Padre, madre, moglie e figlia diventano il perno intorno al quale ruota il senso di consapevolezza dell’artista. O meglio, citando Camus, di quel “risveglio del paesaggio” dove “il pensiero astratto trova finalmente l’appoggio della carne… Non si raccontano più ‘storie’, ma si crea il proprio universo”.

Claudia Giraud

Torino // fino all’8 giugno 2013
Michele Zaza – Il risveglio del paesaggio
a cura di Elena Re
GIORGIO PERSANO
Via Principessa Clotilde 45
011 835527
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www.giorgiopersano.org