Il punto su Andrea Bianconi

Alle soglie della definizione “mid career”, Andrea Bianconi – via Luigi Meneghelli – getta uno sguardo sulla sua produzione. E così, alla Giarina di Verona, fino al 20 luglio si possono ripercorrere quattro fasi della produzione dell’artista residente a New York.

Andrea Bianconi, Love Story 4, 2013

Luigi Meneghelli tenta di tracciare un filo conduttore nella ricerca di Andrea Bianconi (Arzignano, 1974; vive a New York), segnata da frammentazione, ossimori e portmanteau iconico-verbali. L’allestimento si sviluppa in quattro fasi, leggibili certo come un percorso solido e lineare, ma anche inclinate da continui loop ricorsivi. Si parte dall’esercizio combinatorio di Romance e A Charmed Life, che mixa pratiche recenti e passate in un’unica cascata.

Segue il gioco chiuso/aperto delle gabbie sospese (Traps for Cloud), dove l’opera si realizza tanto nell’oggetto quanto nella sua ombra. E nell’ultima sala, con le serie Love story e Igloo, un atto d’amore (il presleyano Love me tender) canta anche Killing me softly: fiori soffocati da un abbraccio di colla, cemento e smalto. Ricuciono il tutto, nel seminterrato, i video di quattro performance: ipnotiche, ironiche, mai realmente finite.

Simone Rebora

Verona // fino al 20 luglio 2013
Andrea Bianconi – Love me tender

a cura di Luigi Meneghelli
LA GIARINA
Via Interrato Acqua Morta 82
045 8032316
[email protected]
www.lagiarina.it

CONDIVIDI
Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.