Gli inganni percettivi di Igor Eškinja

Nello spazio della galleria di Paolo Maria Deanesi, a Rovereto, rivive l’azione originaria fotografata e proposta allo spettatore. L’oscillazione, fra origine ed epilogo dell’opera, provoca lo spaesamento nella percezione cercato da Igor Eškinja. Fino al 2 giugno.

Igor Eskinja, Lezioni-Lectures, 2011

In Infinity Paper, Igor Eškinja (Rijeka, 1975) presenta lavori realizzati negli ultimi due anni. Opere che partono tutte da una riflessione costante che l’artista croato compie sullo spazio e soprattutto sull’idea che l’osservatore ha di questa categoria percettiva. Eškinja lo ha ribadito in molte occasioni: il suo interesse principale consiste nel lavorare sulle relazioni mentali che lo spettatore crea quando si trova nel luogo in cui è presentata una sua opera. Il prodotto finale è sempre il risultato di una situazione costruita e poi fotografata. Quello che vediamo è la fotografia di un lavoro che, una volta realizzato, non esiste più. Rimangono l’immagine e il rimando allo spazio in cui l’artista ha operato. Qui i lavori sono originati dall’utilizzo della carta, colorata o neutra, che si usa come sfondo per ritratti od oggetti negli studi fotografici. Pittura, scultura e fotografia sono tutt’uno, linguaggi chiamati in causa per l’opera che ha come elemento portante la finzione della rappresentazione.

Claudio Cucco

Rovereto // fino al 2 giugno 2013
Igor Eškinja Infinity Paper
a cura di Daniele Capra
PAOLO MARIA DEANESI
Via San Giovanni Bosco 9
0464 439834
[email protected]
www.paolomariadeanesi.it

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Claudio Cucco
Claudio Cucco (Malles Venosta, 1954) attualmente è residente a Rovereto. I suoi studi di Filosofia sono stati fatti a Bologna, è direttore della Biblioteca di Calliano (TN) e critico d’arte. S’interessa principalmente di arte contemporanea e di architettura e dell’editoria legata a questi due linguaggi. Collabora con il quotidiano L’Adige, con la rivista Arte e Critica e la rivista Nuova Informazione Bibliografica, edita da Il Mulino. Dal 2011 fa parte dei collaboratori di Artribune, dopo aver collaborato per anni a Exibart e precedentemente a Tema Celeste.
  • ecco, per quanto si reiteri eccessivamente (fermandosi troppo presto) una strada maggiormente “consapevole”.

  • quenti

    insomma giochini

  • sì, un po’ giochini, anche perchè è così dal 2007-8. Si ferma troppo presto, non c’è coraggio. Ma molto meglio dei giovani indiana jones più spinti.

  • giancarlo

    Bravo Igor Eškinja, artista che sa lavorare