Bianco era, e bello: Pier Paolo Calzolari

Nel piccolo spazio di Repetto Projects, il grande Pier Paolo Calzolari espone un florilegio di opere dal 1976 al 2010. Creando una piccola ed elegante retrospettiva. Opere candide in piccole stanze dal sapore rétro. A Milano, fino al 25 maggio.

Pier Paolo Calzolari - Senza titolo (1979)

La linea serpentinata barocca, lontana dalle certezze granitiche del Rinascimento, secondo Deleuze riconduce sempre l’uno all’altro i due piani del reale: una linea inclusiva, attorno a cui si crea uno spazio liminale in cui nasce la vita. Non è un caso che tutti i materiali usati da Pier Paolo Calzolari (Bologna, 1943) abitino proprio questa dimensione epifanica e impalpabile, sospesa tra vita e morte, presenza e assenza, matericità e dissolvimento: neon, foglie secche, uova pierfrancescane, candele à la De La Tour, ghiacci e metalli corrosi sono simboli del continuo e imprevedibile divenire delle cose e dei loro destini.
Quadri di sale dal titolo evocativo di Mothia, che navigano agilmente tra concettualismo, Miró  e Robert Ryman, interrogano sui giochi della sorte, che hanno portato un giovane efebo greco, dall’identità sfuggente, su quell’isola, mentre il ricordo corre al suo indimenticabile incanto idillico e alle saline di Marsala che la circondano, come panneggi di seta cangiante che chiedono di essere toccati.

Giulio Dalvit

Milano // fino al 25 maggio 2013
Pier Paolo Calzolari – Sur l’aile du tourbillon intelligent
REPETTO PROJECTS
Via Senato 24
392 1416726
[email protected]
www.galleriarepetto.com

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Giulio Dalvit
Nato nel 1991 a Milano, ha studiato Lettere e si è laureato in Storia dell’arte moderna alla Statale di Milano. Ha collaborato anche con alcuni artisti alla realizzazione di mostre milanesi tra Palazzo Reale, il Museo del 900 e Palazzo Ducale a Genova. Ha scritto per Flash Art e, ora, Artribune. Sempre in sospeso tra l’antico e il contemporaneo, studia al Courtauld Institute a Londra, dove attualmente vive.