Un sottile filo rosa. Tutti attorno a Spalletti

Una ventina di artisti raccolti attorno a un polittico di Ettore Spalletti, per indagare le declinazioni di un colore nell’arte contemporanea. Con una strizzata d’occhio alla storia e all’attualità. A Verona, da Studio La Città, fino al 27 aprile.

Ettore Spalletti, Onda, 1982

Il progetto curato da Marco Meneguzzo con la collaborazione di Andrea Lerda procede lungo un filo sottilissimo (il rosa, “colore di difficile definizione sia fisica che simbolica”) per stimolare molteplici percorsi creativo-ermeneutici, senza però racchiuderli in un teorema o una formula risolutiva. Il titolo allude ironicamente a un processo di storicizzazione ancora aperto (Rosa Piero, Rosa Tiepolo, Rosa Spalletti, Rosa…) che passa attraverso ricerche esistenziali o dissacranti, nell’impegno politico, sociale o puramente tecnico.
La mostra si sostiene sui grandi nomi (come Ettore Spalletti, Alberto Garutti e Luigi Ontani) ma anche sull’accurata scelta delle opere di artisti internazionali, altrettanto affermati tra gallerie e collezionisti. Al loro fianco, molti giovani (soprattutto italiani), per dar vita a un allestimento controllato ma eclettico, nella sua monocroma eterogeneità.

Simone Rebora

Verona // fino al 27 aprile 2013
Rosa Piero, Rosa Tiepolo, Rosa Spalletti, Rosa…
a cura di Marco Meneguzzo
STUDIO LA CITTÀ
Lungadige Galtarossa 21
045 597549
[email protected]
www.studiolacitta.it

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.