Remixare e affinare: Federico Lanaro a Trento

Una mostra per fare il punto su un percorso di ricerca decennale, remixando tecniche e sperimentazioni. Dall’estetica pop surreale all’impegno ecosostenibile, in un graduale affinamento del taglio minimalista. Federico Lanaro in mostra a Trento, presso lo Studio Raffaelli, fino al 31 maggio.

Federico Lanaro, Supernatural, 2012, Courtesy Studio d'Arte Raffaelli, Trento

L’immaginario di Federico Lanaro (Mori, 1979) si conferma abitato da presenze a metà tra l’inquietante e il farsesco, veicoli di quel “déplacement lieve” che Valerio Dehò intuisce al primo incontro con la sua arte. La mostra ospitata dallo Studio Raffaelli rimescola questi elementi, esplorando al contempo nuove strade (possibilmente) coerenti. Ai consueti acrilici in tonalità fluo si accompagnano sculture e piccole installazioni: il cavallo doppio-posteriore ha la stessa grazia androgina delle silhouette umane (o aliene?) dei dipinti; orsi polari e isole possibili emergono da paesaggi di un verde impossibile, come la musica zen dalle zanne o i caprioli dai nidi. Non mancano i facili ammiccamenti (con tanto di mise en abyme prêt-à-porter), ma si sostiene infine lo sforzo (specie nelle serie RMX e Cercare-Bloccare-Raccogliere) di mantenere riconoscibile una firma, pur nell’estrema semplificazione del segno.

Simone Rebora

Trento // fino al 31 maggio 2013
Federico Lanaro – RMX
a cura di Valerio Dehò
STUDIO D’ARTE RAFFAELLI
Via Marchetti 17
0461 982595
[email protected]
www.studioraffaelli.com

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.