Ovidiu Hulubei: la storia si può cambiare

“The Future Must Be Sweet” è la prima mostra personale in Italia di Ovidiu Hulubei. Si parte da una dichiarazione: “La memoria non può essere messa in discussione, la storia sì”. Ma l’avvertimento è chiaro: non basterà lo zucchero ad addolcire il futuro. A Placentia Arte, fino al 23 aprile.

Ovidiu Hulubei, Mani Pulite, 2013 - courtesy l’artista e Placentia Arte

Ogni cosa definita può essere arbitrariamente ridefinita variandone i parametri caratteristici. E come ridefinire la storia, se non provando a immaginarla diversamente, originando nuovi eventi di fantasia? I lavori del rumeno Ovidiu Hulubei (Gura Humorului, 1984; vive a Londra) sono direttamente ispirati a citazioni più o meno celebri e attendibili che vengono trasferite fisicamente negli spazi della galleria. Dal pesce incapace di salire su un albero alle Mani Pulite che riprendono la mano della locandina de Il Padrino. Le cine-declinazioni proseguono nel perpetuarsi specchiante dell’illusione del Chaplin-Hynkel fino allo storyboard che mostra una trama hitchcockiana nella quale si mette deliberatamente fine alla suspense, all’angoscia dell’eterno presente dove sembra che tutto sia già successo e nessuno abbia idea di cosa accadrà domani. Il maestro della suspense potrebbe anche essere eliminato, ma pare che nessuno sappia immaginare cosa accadrà dopo.

Simone Monsi

Piacenza // fino al 23 aprile 2013
Ovidiu Hulubei – The future must be sweet
PLACENTIA ARTE
Via Scalabrini 116
0523 332414
info@placentiaarte.it
www.placentiaarte.it

CONDIVIDI
Simone Monsi
Simone Monsi vive tra l’Italia e Londra, dove lavora come artista e collabora a diverse pubblicazioni con recensioni e testi critici. Si interessa delle relazioni tra arte e nuove tecnologie e delle tensioni che si possono creare tra esperienza online e offline. È appassionato di internet culture, anime e YBAs. Viaggia alla continua ricerca di Damien Hirst, anche se non ha ancora deciso cosa dirgli quando lo incontrerà. Sogna di scrivere un libro sui cartoni animati giapponesi e odia gli aeroporti. Ha lavorato presso l’ufficio stampa di Frieze Art Fair a Londra e come assistente al corso di Arti Visive a NABA, Milano. È laureato in Storia dell’arte contemporanea e Nuovi media e al momento frequenta l’MFA Fine Art a Goldsmiths, Londra.