La visione magica di Elio Marchegiani

Secondo appuntamento alla Galleria Allegra Ravizza con rilettura della serie di mostre storiche dal titolo “La cultura è energia” tenute nel 1971 all’Apollinaire di Milano. Di scena c’è Elio Marchegiani, che guarda alla magia della scienza.

Elio Marchegiani, Deus ex machina. Occhio tecnologico di Dio, 1965

La cultura è energia è il titolo che Pierre Restany dedicò alla serie di cinque mostre ideate da Guido Le Noci e che avevano come protagonista Elio Marchegiani (Siracusa 1929). Mostre allestite presso l’Apollinaire di Milano, iniziate il 29 gennaio 1971 e finite il 5 marzo dello stesso anno. La magia è il tema del secondo appuntamento, che Allegra Ravizza ripropone nella sua galleria, con la curatela di Marco Meneguzzo. Un anno prima, la mostra delle Opere storiche.
Elio Marchegiani indaga il rapporto fra arte e tecnologia, natura e cultura, divinità e uomo. Con Fulmine, opera del 1969-70, riproduce la macchina di Van Der Graaf capace di generare fulmini in laboratorio: la cattura del fenomeno naturale attraverso la scienza è la magia che l’artista individua, l’atto contro gli dei di novello Prometeo. Anche il grande occhio di Deus ex machina. Occhio tecnologico di Dio del 1965 rimanda all’iconografia sacra, dove la divinità è un automa con iride a fanale. Quasi dissacratore e sicuramente ironico, l’artista si interroga sul rapporto fra un dio naturalmente creatore e un uomo culturalmente generativo, lasciandoci con domande aperte sugli orizzonti verso i quali converge la scienza moderna, ripercorrendo istanze futuriste, ma in tre dimensioni (ricordiamo che Marchegiani realizzò Feu d’artifice di Giacomo Balla, esposto nel 2005 al Mart per la Danza delle Avanguardie).

Neve Mazzoleni

Milano // fino al 29 aprile 2013
Elio Marchegiani – 2. La cultura è energia. Opere magiche
a cura di Marco Meneguzzo
ALLEGRA RAVIZZA
Via Gorani 8
02 805049737
[email protected]
www.allegraravizza.com

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Neve Mazzoleni
Neve Mazzoleni ha una laurea in Lettere Moderne - Storia e Critica delle Arti conseguita all'Università degli Studi di Milano, un master in Management of Art and Culture della Trentino School of Management e un master in Social Innovation, Social Business & Project Innovation (MES) di ASVI Social change. Dal 2006 lavora per UniCredit come art manager e curatrice della collezione corporate. Scrive per il Giornale delle Fondazioni, Arte&Impresa, CheFare. Ha scritto per Fizz, Tafter e Doppiozero. È iscritta alla seconda laurea in Filosofia all'Università degli Studi di Milano.
  • bonito olivo

    Ficus.

  • andrea bruciati

    un artista ancora non sufficientemente apprezzato: complimenti alla Galleria per il progetto