La storia dell’arte al Macro. Rieditata

“Quando si considera un’esistenza come quella di Roma, vecchia di oltre duemila anni e più, e si pensa che è pur sempre lo stesso suolo, lo stesso colle, sovente perfino le stesse colonne e mura, e si scorgono nel popolo tracce dell’antico carattere, ci si sente compenetrati dei grandi decreti del destino”. Così scriveva Goethe nel suo “Viaggio in Italia”. Al Macro di Roma, fino al 28 aprile, un piccolo accenno di eternità rivive, non senza polemiche, nelle opere dei più grandi artisti dell’ultimo secolo.

Collezionismi #2. Ritratto di una città. Arte a Roma 1960-2001 - Macro, Roma 2013

Si è aperta non senza polemiche la mostra che ha voluto immaginare, lungo una parete di 45 metri, una collezione virtuale dedicata a Roma. Costituita in gran parte da lavori provenienti da collezioni private, testimonia l’arte nella Capitale nel quarantennio 1960-2001. Settanta le opere e settanta gli artisti che hanno raccontato l’evoluzione artistica, urbanistica e stilistica della città in uno dei suoi periodi più floridi. Notevole il contributo esercitato dalle gallerie private, che ne hanno conservato la documentazione critica, i cataloghi e i documenti in mancanza di un archivio storico nazionale.
Accese le polemiche dovute in gran parte alla mancanza di nomi come Alberto Burri e Carla Accardi, che hanno influenzato (non solo culturalmente), sia a livello nazionale che internazionale, il panorama artistico, a tal punto che senza di loro non è possibile capire la continuità storica tra passato e presente. Tra gli illustri assenti anche Carlo Maria Mariani, Stefano Di Stasio, Paola Gandolfi, Felice Levini, Pino Salvatori, Vittorio Messina, Gianfranco Notargiacomo e Gianni Asdrubali: artisti iper-attivi che, tra le altre cose, fanno parte della collezione permanente del Macro e hanno dato un notevole contributo iconografico alla città di Roma.

Collezionismi #2. Ritratto di una città. Arte a Roma 1960-2001 - Macro, Roma 2013
Collezionismi #2. Ritratto di una città. Arte a Roma 1960-2001 – Macro, Roma 2013

Bartolomeo Pietromarchi, direttore del museo, ha replicato a tali accuse sottolineando che la retrospettiva attuale è solo uno dei tanti appuntamenti previsti, punto d’inizio di un momento di ricerca e approfondimento che andrà ulteriormente arricchito e ripreso con workshop, dibattiti e nuovi focus che offrano allo spettatore la possibilità di fare luce su uno dei momenti più prolifici e ricchi dell’arte contemporanea a Roma. Insomma, una mostra in fieri: punto di partenza nevralgico (non privo di ostacoli) che ha segnato l’inizio di un percorso socio-artistico-culturale senza eguali. E così si scrive una nuova pagina della storia dell’arte nazionale, in modalità quasi interattiva. Attraverso quell’atlante visivo in cui le opere non solo dialogano criticamente tra loro, ma interagiscono con l’intera collezione del museo.
Roma rivive attraverso l’operato dei vari Ceroli, Festa, Maselli, Marotta, Tirelli, Catalano, Arienti, Mulas e si racconta e rivive in fotogrammi eterni che altro non fanno che ricordare la sua originale e indubbia bellezza.

Michele Luca Nero

Roma // fino al 28 aprile 2013
Collezionismi #2. Ritratto di una città. Arte a Roma 1960-2001
MACRO
Via Nizza 138
06 671070400
[email protected]
www.museomacro.org

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Michele Luca Nero
Michele Luca Nero (Agnone, 1979), figlio d’arte, inizia a dipingere all’età di sei anni. Una passione ereditata dal padre, Francesco, insieme a quella teatrale acquisita dal nonno, Valentino, poeta e drammaturgo riconosciuto a livello internazionale. In pochi anni ha curato e realizzato numerose mostre, tra cui alcune personali. Un successo di pubblico che lo ha accompagnato anche nelle performance teatrali, non senza un'esperienza come ufficio stampa. Appassionato di cultura e società ma dotato di uno spiccato senso critico. Curioso, perfezionista, esteta. Forse a causa della sua innata passione per la musica, per la quale vanta oltre ad una laurea in etnomusicologia, anche studi musicali di pianoforte. Ha maturato esperienze nell'insegnamento e nella trascrizione musicale apportando un decisivo contributo alla salvaguardia del patrimonio di tradizione orale delle melodie della sua terra di origine. Vivace sperimentatore nel campo della pittura è alla costante ricerca di sempre nuovi linguaggi espressivi. Sostenitore del collage cerca da sempre di unire tradizione e modernità, con un ricorrente accenno al mondo del sacro, sua costante ossessione. La formazione teatrale ha influito notevolmente sulla sua concezione del corpo (figura), dello spazio e della materia. Nelle sue opere prevale sempre un carattere deciso, vuoi nel colore che nella definizione del soggetto: eleganza nella postura, espressività delvolto. Ha frequentato un corso di mimo e uno di portamento e passerella. In qualità di illustratore ha pubblicato “Matteo e il viaggio nel meraviglioso mondo dei libri” (2009) e “Gigì le coiffeur et la maison de beauté” (2011) per la Edigiò. È direttore responsabile del magazine CU.SP.I.D.E. (cultura, spettacolo, intrattenimento, divagazioni artistiche, etno-gastronomia). Dal 2011 fa parte dello staff redazionale di Artribune.