I paesaggi non paesaggi di Filippo Armellin

La questione è di quelle antiche: ciò che vediamo in una fotografia è realtà o artificio? Per la prima volta in mostra negli spazi di The Flat, Filippo Armellin tenta la sua risposta. A Milano, fino al 25 maggio.

Filippo Armellin – Land Cycles #14

Da Massimo Carasi la primavera sboccia con i lavori di Filippo Armellin (Milano, 1982), artista emergente che riporta la fotografia nella galleria di Porta Venezia. In mostra sette dei suoi Land Cycles: terre, cieli e mari dal sapore romantico, ma difficilmente identificabili a livello geografico. Inutile cercare una didascalia che possa dare qualche informazione in più: non perché questi luoghi debbano rimanere segreti, ma perché di fatto non esistono. Quelle fotografate sono infatti maquette di cartapesta dipinta realizzate dall’artista. Armellin sfrutta la capacità distorsiva del medium a cui si affida per puntare i riflettori sull’ambiguità  intrinseca al rapporto tra immagine e oggetto raffigurato. Il risultato? La consapevolezza di come la forza dello spazio che crediamo di vedere ritratto, venga in realtà annientata dalla mera istantaneità dello scatto fotografico.

Maria Marzia Minelli

Milano // fino al 25 maggio 2013
Filippo Armellin – Land Cycles
THE FLAT
Via Paolo Frisi 3
02 58313809
[email protected]
www.carasi.it

Questo report costituisce l’esercitazione finale delle lezioni tenute da Artribune al LUISS Master of Art – creative.luiss.it/master/art/

 

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Maria Marzia Minelli
Maria Marzia Minelli (Bergamo, 1985). Dopo essersi laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con un progetto di trasformazione di una cava dismessa in una scultura territoriale, decide di seguire la sua passione per l'arte contemporanea iscrivendosi al Luiss Master of Art, del quale è attualmente studentessa. Con l'obiettivo di nutrire il suo forte interesse per le relazioni che si possono instaurare tra arte e architettura, collabora con lo studio di Attilio Stocchi in occasione di Lucegugliavoce (2007) e, durante il periodo universitario, con l'Osservatorio Public Art coordinato da Emilio Fantin. Dall'aprile 2013 cura per il magazine Hestetika la rubrica Arte in città, dedicata all'arte pubblica.