Douglas Andrews: un americano a Roma. E le sue opere in Puglia

La Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare apre al collezionismo. Fino al 1° maggio, in mostra ci sono trenta lavori che provengono da casa Andrews. Con nomi come Sarah Lucas e William Kentridge.

Donald Baechler, Suitcase, 1990 - collezione Douglas Andrews

Con Uno sguardo sul mondo la Fondazione Museo Pino Pascali ha ribadito la propria volontà di guardare al panorama artistico internazionale, attestata negli anni scorsi dalle mostre di Lida Abdul, Jan Fabre, Jake e Dinos Chapman, e ha dato inizio a un ciclo di  rassegne che mirano a istituire rapporti di collaborazione con il collezionismo privato.
In mostra stavolta ci sono trenta lavori datati tra il 1988 e il 2009 che Douglas Andrews, americano della Virginia, a Roma dalla fine degli Anni Ottanta, ha acquistato con il supporto di noti galleristi, tra cui Lucio Amelio, Paula Cooper, Barbara Gladstone, Giò Marconi, Gian Enzo Sperone. A selezionarli hanno provveduto Guido Orsini, amico e a sua volta “creativo”, e Mary Angela Schroth, che della collezione, costituita oggi da circa trecento pezzi, cura l’archivio. La lista dei quindici autori in mostra comprende molti protagonisti del panorama internazionale, i cui lavori in Puglia – a parte qualche eccezione – non si sono mai visti.

Sarah Lucas, Coco, 2005 - collezione Douglas Andrews
Sarah Lucas, Coco, 2005 – collezione Douglas Andrews

Se le consonanze con il percorso pascaliano che i curatori hanno tenuto presenti nelle scelte non sono sempre riconoscibili, il denominatore comune alla maggior parte dei lavori è la prevalenza dell’oggetto, innervata da un’attitudine ironica che in alcuni casi devia in gioco lieve, come nel cane di ceramica (Coco, 2005) di Sarah Lucas, la cui superficie è tappezzata di sigarette, o nell’incubatore per uova di gallina di Andrea Zittel, che si stenta a credere abbia mai potuto funzionare. Lo spirito duchampiano aleggia sulla porta angolare (Corner Door, 2001) di Elmgreen & Dragset e su quella “ripiegata” (1988) di Robert Gober, copia di quella della sua stanza da ragazzo.
La videoinstallazione di William Kentridge (Sleeping on Glass,1999) è forse la tappa più emozionante del percorso espositivo: in un ambiente buio, nella specchiera di un cassettone si susseguono come in un vecchio film d’animazione immagini di luoghi, di piante, di persone, di oggetti, riprese nei grandi disegni posti sulle pareti laterali, che fondono senso di intimità e attenzione alla storia sociale e politica del suo Paese, il Sudafrica. E se l’elegante Favo (1990) di ceramica dorata di Jessica Carroll, su cui stazionano api di bronzo, è per l’artista una metafora della comunicazione, l’Escape vehicle di Zittel, una sorta di roulotte sui generis, allude a quella via d’uscita dalle strettoie della quotidianità che spesso vorremmo imboccare.

Jessica Carroll, Favo (or Beehive), 2009 - collezione Douglas Andrews
Jessica Carroll, Favo (or Beehive), 2009 – collezione Douglas Andrews

A guardar bene è nella coppia di foto di Giuseppe Gabellone, pugliese di Brindisi, ormai lontano dalla sua terra d’origine, che si avverte un’assonanza con il percorso di Pascali, proprio nella ricostruzione enfatizzata e teatrale della natura, in quegli enormi fiori azzurri che cercano invano di riscattare l’inaccettabile bruttezza del contesto.

Lia De Venere

Polignano a Mare //sino al 1° maggio  2013
Uno sguardo sul mondo. Opere da una collezione privata
a cura di Guido Orsini e Mary Angela Schroth
FONDAZIONE MUSEO PINO PASCALI
Via Parco del Lauro 119
080 4249534
[email protected]
www.museopinopascali.it

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Lia De Venere
Lia De Venere è critico d’arte, curatore e docente ordinaria di Storia dell’arte contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti di Bari e a contratto presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bari. Ha lavorato e svolto attività di ricerca presso musei e istituzioni pubbliche in Italia e in Francia e pubblicato saggi e articoli sui rapporti tra artisti e galleristi, su giovani scultori italiani, su artisti contemporanei italiani e stranieri. Ha collaborato a una monografia sull’opera di Pino Pascali, edita da Laterza (Bari 1983; nuova edizione ampliata, Electa, Milano 2010) e scritto i lineamenti di storia dell'arte in un manuale di disegno per i licei scientifici (Laterza, 1988). Oltre a numerose mostre personali in gallerie private, ha curato diverse rassegne (e i relativi cataloghi) per enti pubblici e istituzioni culturali in Italia e all’estero (Stoccarda, Bratislava, Londra). Collabora a Il giornale dell'arte e a riviste d’arte contemporanea (Segno), a Il Sole 24 Ore online e…ovviamente a Artribune.