Dentro, fuori, contemporaneamente

Occupare entrambe le dimensioni. Al di qua e al di là della soglia in un continuum spazio-temporale che evita la caduta in dualismi percettivi. Sono segni nati dalla mediazione tra interiorità ed esteriorità. Lì dove nasce la poesia. A Casabianca, ex stalla alle porte di Bologna, fino al 14 aprile, ci sono le opere di quattro artisti.

Patrizia Giambi, Pompino rigenerativo di aria primaverile, 2013, Courtesy Casabianca

Un’ex stalla riconvertita in white cube accoglie i quattro artisti invitati dal curatore Massimo Marchetti. Annullando il dualismo dentro/fuori in questo luogo metastabile, ogni segno lasciato è estratto fuori dallo spazio stesso.
La forma del tetto delimita la porzione del grafico a torta tracciato da Angelo Sarleti al 46%, media del reddito speso dagli abitanti della zona per la casa e lascia fuori all’immaginazione le altre spese. A esplorare il concetto di metastabilità è Ermanno Cristini a partire dagli interstizi, con i suoi bastoni da viandante in equilibrio precario che alludono a una condizione di passaggio.

Per Patrizia Giambi l’aria rappresenta l’impossibilità di distinzione tra dentro e fuori. Una pompetta azionata dalla batteria della propria macchina genera un soffio fresco sul viso dei visitatori. In uno spazio semichiuso all’esterno il duo Dragoni Russo traccia su ceppi di legno un cuore con le proprie iniziali come se l’idea fosse già dentro la materia e il segno la proiettasse fuori.

Antonella Palladino

Zola Predosa // fino al 14 aprile 2013
Settima mostra: Ermanno Cristini, Dragoni Russo, Patrizia Giambi, Angelo Sarleti

a cura di Massimo Marchetti
CASABIANCA
Via Pepoli 12
347 2627442

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Antonella Palladino
Dopo la laurea in Conservazione dei beni culturali, negli anni napoletani svolge degli stage presso la Fondazione Morra e il Pan, collabora poi come assistente con la galleria Umberto Di Marino. Fondamentale si rivela essere l’esperienza presso l’ufficio comunicazione del Mart di Rovereto. È assistente di Filippo Tattoni-Marcozzi per un breve e felice periodo. Si trasferisce in Trentino Alto-Adige e inizia l’attività di critico scrivendo per diverse riviste tra cui Artribune e Juliet Art Magazine. Cura delle mostre per la galleria Paolo Erbetta, Stop Motion di Alessio Rota e Noisy di Gianluca Capozzi. A Benevento presenta Lichtkammer dell’altoatesino Harry Thaler. Per ora lascia il Trentino e inizia una nuova avventura.