Selezionare, non trovare. Giovanni Albanese apre la Galleria Annamarra

Scopo dichiarato: supportare la ricerca degli artisti italiani. E il primo sulla lista di Annamarra Contemporanea, che ha aperto i battenti a gennaio nel cuore del Ghetto romano, è Giovanni Albanese. In mostra fino a fine mese.

Giovanni Albanese, Strumento per parlare con Marilyn, 2012

Esordisce con Giovanni Albanese (Bari, 1955; vive a Roma) la galleria Annamarra Contemporanea, che ha aperto i battenti a gennaio nel cuore del Ghetto romano. Gli oggetti “selezionati” – non “trovati” – dall’artista e assemblati a creare piccoli ensemble onirici e teatrali, dialogano tra loro e allo stesso tempo danno vita a tanti “teatri di posa”, come li definisce Achille Bonito Oliva, curatore della mostra e autore del testo critico in catalogo.
Le macchine di Giovanni Albanese sono “organizzate su un programma circolare a cui il pubblico può accedere ma rimanendo sulla soglia”, scrive il critico. I macchinari di duchampiana memoria, dunque, vengono rivisitati alla luce dell’interesse di Albanese per il cinema, per la televisione, per il teatro, che riesce ad elevare gli oggetti allo status di volta in volta di “protagonista assoluto o e feticcio isolato da ogni contatto con l’objet trouvé”.

Chiara Ciolfi

Roma // fino al 30 marzo 2013
Giovanni Albanese
a cura di Achille Bonito Oliva
ANNAMARRA CONTEMPORANEA
Via Sant’Angelo in Pescheria 32
[email protected]
www.annamarracontemporanea.it

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Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.