Le verità nascoste di Maria Domenica Rapicavoli

Finita da un po’ l’era delle ideologie, insufficiente – oggi – la forza della pura visibilità fiedleriana, l’artista cerca nuovi livelli per agganciare la sensibilità dell’osservatore. Ne trova uno, empatico, Maria Domenica Rapicavoli, in mostra al BOCS di Catania fino al 17 marzo.

Maria Domenica Rapicavoli, trace#2, 2013

In Disrupted Accounts, Maria Domenica Rapicavoli focalizza la riflessione su una delle tante fobie moderne, quella dell’inconoscibilità, dell’inafferrabilità del reale. Tema: le connessioni invisibili nei legami tra Sicilia (terra d’origine dell’artista) e Stati Uniti (dove attualmente lavora).
Lo spunto arriva da un aereo da guerra tedesco, precipitato sull’Etna nel 1943 e mai ritrovato: l’artista parte alla ricerca, e torna con foto di rottami e alcuni pezzi del velivolo. In mostra, con una sound installation e un video composto da frammenti estrapolati dal web – tema, ancora manovre militari segrete americane – proiettato sulle pareti sgranate, quasi illeggibile. Buio, atmosfera soft, sensuale, evocativa, riflessiva.
Alla fine un crash: una foto nitida, chiara, una nuova struttura militare. È la stazione di terra del MUOS (Mobile User Objective System) di Niscemi, il progetto di controllo degli aerei drone ancora al centro di accese polemiche. Messa lì per dirci: “Signori, l’arte non basta. La realtà è dura, pesante, ed è questa”. Con una certa eleganza.

Massimo Mattioli

Catania // fino al 17 marzo 2013
Maria Domenica Rapicavoli – Disrupted Accounts
BOCS
Via Grimaldi 150
3382203041  
[email protected]
www.bebocs.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Francesca

    sfacciatamente simile ad una mostra vista un paio d’ anni fa alla Fondazione Brodbeck..

    • maria

      cara francesca, ti ringrazio per l’osservazione. potresti dirmi a quale mostra ti riferisci cosi la cerco e vedo se ci sono punti in comune?
      grazie

  • Antonio

    Direi di dare un’ occhiata a questo link…
    un artista non puo’ non sapere!

    http://www.peep-hole.org/ph/during-the-second-world-war/