Le valli dei silenzi mortali e delle attese angoscianti. Yang Yongliang a Milano

Paesaggi post-atomici, dove l’artificio attenta alla resistenza umana e dove la natura è sopraffatta da violenza e bruttura. Non c’è sacralità ma sospensione angosciosa, nei paesaggi contemporanei cinesi del giovane Yang Yongliang.

Yang Yongliang, The landscape without night

La violenza dell’artificiosità può essere lirica e magica: sembra un controsenso, ma nelle composizioni effimere di Yang Yongliang (Shanghai, 1980) tutto questo si materializza. Tre elementi: fotografia, composizione e manipolazione digitale. Il colore è grigio, punteggiato di lucciole; i candori traducono ultimi sprazzi di purezza. I riferimenti vanno alla storia dell’arte cinese con il genere del shan shui,  grafica tradizionale dove i paesaggi naturali sono divinità nell’alveo del Confucianesimo ed esprimono il supremo mistero della natura. Ma oggi le montagne sono cariate dalle luci delle città, spogliate di vegetazione. La figura umana è isolata e meditabonda, colta di spalle e inerme di fronte allo spettacolo del mondo moderno. Un anti-Sturm und Drang: bruttura, violenza, attesa della catastrofe. Ordine ed equilibrio sovvertiti. Da un momento all’altro, la granata potrebbe esplodere sotto il piede, il serpente mordere mortalmente e dare fine alla parabola umana.

Neve Mazzoleni

Milano // fino al 29 marzo 2013
Yang Yongliang – Silent Valley
MC2 GALLERY
Viale Col di Lana 8
02 87280910
[email protected]
www.mc2gallery.com

CONDIVIDI
Neve Mazzoleni
Neve Mazzoleni si è laureata in Lettere Moderne vecchio ordinamento con indirizzo in Storia e Critica delle Arti a Milano con Giovanni Agosti. Nel 2006 ottiene il diploma di master in Management of Art and Culture presso Trentino School of Management ed entra nel team progettuale di UniCredit& Art, diretto da Catterina Seia. Attualmente è project manager culturale in Group Giving, Events & Art Management di UniCredit, dove si occupa del coordinamento generale delle mostre internazionali e della gestione e valorizzazione della Collezione Corporate. Negli anni ha maturato una solida esperienza sulle tematiche delle sponsorizzazioni culturali, del rapporto Pubblico/Privato a favore della Cultura, di innovazione culturale e centri di produzione creativa. Tiene lecture per master di economia della cultura. Scrive per Doppiozero e Artribune, per la quale cura la rubrica da lei ideata Brain Drain - cervelli in fuga del mondo della cultura. Dal 2011 scrive regolarmente per il Giornale delle Fondazioni e per Arte&Imprese. È membro del Comitato di redazione di Tafter Journal. Ha scritto per Fizz, Arskey, Tafter. È iscritta al master in Social Innovation, Social Business&Project Innovation (MES) di ASVI Social change.