L’Azerbaigian si presenta. A Baku ci credono

Una finestra sull’arte contemporanea azera. Cento opere di ventuno artisti, considerati il “fiore all’occhiello” dell’attuale sperimentazione nel Paese ex sovietico. Un invito a “volare a Baku”, fino al 26 marzo, presso l’edificio D del Maxxi di Roma.

Leyla Aliyeva, Shadow, 2011

La storia che scorre sotto il suolo culturale dell’Azerbaigian è lunga e silenziosa. Da importante stazione di cambio lungo la Via della Seta a ex Paese satellite dell’Urss, fino a divenire indipendente nel 1991. Una nazione che non ha mai smesso di guardare all’Occidente, forse anche perché è geograficamente al confine tra l’Europa e l’Asia.
Fly to Baku è il titolo della mostra promossa dalla Fondazione Heydar Aleyev e curata da Emin Mammadov ed Hervé Mikaeloff, curatore dell’Espace Cultural Louis Vuitton. Pensata come un’esposizione itinerante – prossima tappa: Vienna -, si è posta l’ambizioso obiettivo di promuovere gli artisti contemporanei azeri, per rendere un’istantanea della nuova generazione artistica più o meno nota e proclamare una vera e propria rinascita del Paese attraverso il linguaggio dell’arte. L’auspicio di questo percorso espositivo è riuscire a offrire ai visitatori un “volo”, uno sguardo, guidato dalla scelta curatoriale, sull’operare artistico di Baku.
La luce spesso è artefice del disegno per Rashad Alakbarov (Baku, 1979), che in Ornament lavora su un doppio livello, costruttivo nella resa dell’installazione e formale nel risultato finale generato dall’ombra della stessa. Così è anche per Fly to Baku, installazione posta all’ingresso della mostra, dove aeroplanini in plexiglas retroilluminati disegnano sullo sfondo un paesaggio affacciato sul mare.

Eliyar Alimirzoyev, Witnesses, 2011
Eliyar Alimirzoyev, Witnesses, 2011

Nell’opera Last Supper di Eliyar Alimirzoyev (Qusari, 1961) è possibile trovare un accenno a uno dei temi più tradizionali e iconograficamente consolidati. Non manca tuttavia una reinterpretazione personale dell’artista, che incorpora alla tela dodici secchi di metallo sul cui fondo sono rappresentati i volti degli apostoli, e un altro in cui vi è uno specchio che consente all’osservatore di vedere la propria immagine inserita nel contesto artistico dell’opera.
Il panorama offerto palesa un’inclinazione ai gusti e al passato artistico dell’Europa e si alimenta il dubbio di una visione forzatamente occidentale, quasi per essere meglio apprezzata. Ai visitatori, comunque, la scelta di lasciarsi catturare dai giochi di luce, dal colore, dalla grandezza e dall’abbondanza di materia di queste opere. Oppure concedersi una riflessione più profonda, che non potrà prescindere dal considerare le logiche di marketing culturale (nulla di male, intendiamoci) che alimentano questa rassegna.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 26 marzo 2013
Fly to Baku. Arte contemporanea in Azerbaigian
a cura di Emin Mammadov e Hervé Mikaeloff.
artisti: Aga Ousseinov, Aida Mahmudova, Ali Hasanov, Altai Sadiqzadeh, Eliyar Alimirzoyev, Enver Askerov, Faig Ahmed, Fakhriyya Mammadova, Farid Rasulov, Huseyn Haqverdi, Irina Eldarova, Leyla Aliyeva, Mammad Mustafayev, Melik Aghamalov, Mirnadir Zeynalov, Niyaz Najafov, Orkhan Huseynov, Rashad Alakbarov, Rashad Babayev, Sanan Aleskerov e Tora Aghabayova
MAXXI
Via Guido Reni 4a
www.flytobaku.com

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.