L’ascesa di Michele De Lucchi

“Avevo bisogno di immaginare edifici non architettonici.” Michele De Lucchi è in mostra alla Galleria Jannone di Milano. Una lettura a più livelli tra progetto, architettura e scultura, fino al 30 marzo.

Michele De Lucchi - Montagne - courtesy Galleria Antonia Jannone, Milano 2013

Ricordano le ziqqurat, le “montagne di Dio”, queste piccole sculture progettuali di Michele De Lucchi (Ferrara, 1951; vive a Milano), circa 15 lavori realizzati in legno di rovere e noce, con una tecnica che esalta la morbidezza del materiale. Sono montagne che ispirano un rapporto tattile, che – invece di essere fredde e impervie – sono calde, morbide, sinuose.
La montagna, nella sua irriducibile indecifrabilità d’elemento naturale, si fa qui interiore poiché interiorizzata, fatta propria nella linea ascendente di un raggiungimento, che diviene geometrica, leggibile altura, e al contempo struttura ospitale, abitabile, come nella serie Casette, edifici che nascono da un essenziale incontro fra linee cartesiane, e ricordano la forma del tempio classico.

Michele De Lucchi
Michele De Lucchi

Quel che si crea è uno spazio dilatato e un silenzio vasto, come quello che di solito si trova sulla cima di una montagna. Natura come primaria ispirazione, tormento e rovello certo, ma anche come orizzonte da scrutare e comprendere per poi addomesticare in razionale conquista: l’edificare umano. Un’esposizione che si coglie in un sol sguardo, ma che si scopre lentamente come insinuata nel ricordo di una muta sensazione di sospensione e chiarezza.

Laura Ghirlandetti

Milano // fino al 30 marzo 2013
Michele De Lucchi – Montagne
ANTONIA JANNONE
Corso Giuseppe Garibaldi 125
02 29002930
[email protected]
www.antoniajannone.it

CONDIVIDI
Laura Ghirlandetti (Crema, 1983) si è laureata con lode in Scienze dei beni culturali alla Cattolica di Milano. Collabora con l'associazione milanese Circuiti Dinamici (ex Bertolt Brecht), e in veste di art curator con la Zoia Gallery&Lab. Con la sua compagniaMiranda Teatro prosegue un'attività di ricerca teatrale, concentrandosi soprattutto sul concetto di teatro di comunità e sull'interpretazione di un territorio.
  • anna valeriani

    alcune montagne belle