La vita è fatta a scale

La prima personale di Veronica Della Porta, negli spazi della romana foto-libreria s. t., è dedicata a uno degli elementi architettonici visivamente più affascinanti: la scala. In mostra fino al 27 marzo, foto di piccole dimensioni collocate entro passepartout sovradimensionati.

Veronica Della Porta – Scale - veduta della mostra presso la S.T., Roma 2013

La mostra di scatti di scalinate di Veronica Della Porta (Modena, 1964; vive a Roma) è incentrata sulla scelta di collocare le sei fotografie selezionate, che sono di piccole dimensioni, entro ampi fuori-scena in forma di passepartout sovradimensionati, in un rapporto che si direbbe di cento a uno, tra immagine e zona franca che separa foto e cornice. Viene così a ingenerarsi un dispositivo di tipo “installativo” in cui il topos architettonico “scala” è oggetto di una sorta di invito ad affacciarsi sulla sua peculiare mise-en-abyme, come sporgendosi da un finestrino. Lo schema funziona; la controindicazione è che qui l’esternalizzazione del punctum dall’oggetto fotografico, si lega a una decisione, quella di optare convenientemente per immagini neutre, per il bianco e nero e per un’austerità di taglio retromaniac, i cui spazi di manovra sono davvero esigui.

Pericle Guaglianone

Roma // fino al 27 marzo 2013
Veronica Della Porta – Scale
a cura di Ludovico Pratesi
S.T. FOTO LIBRERIA GALLERIA
06 64760105
[email protected]
www.stsenzatitolo.it

CONDIVIDI
Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone è nato a Roma negli anni ’70. Da bambino riusciva a riconoscere tutte le automobili dalla forma dei fanali accesi la notte. Gli piacevano tanto anche gli atlanti, li studiava ore e ore. Le bandiere erano un’altra sua passione. Ha una laurea in storia dell’arte (versante arte contemporanea) ma è convinto che nessuna immagine sia paragonabile per bellezza a una carta geografica. Da qualche anno scrive appunto di arte contemporanea e ha curato delle mostre. Ha un blog di musica ma è un pretesto per ingrandire copertine di dischi. Appena può si fionda in qualche isola greca. Ne avrà visitate una trentina.
  • Interdetta

    Non credevo che ancora qualcuno scrivesse in critichese…
    Non si capisce nulla! Il che e’ un bel record data la brevità del pezzo.
    I migliori articoli sono quelli scritti in un italiano chiaro, pulito e “piano” senza paroloni (italiani o stranieri che siano) e senza circonlocuzioni ad effetto.
    Generalmente si incorre in questo errore nei primi scritti ma Pericle Guaglianone e’ ormai un veterano, mi sorprende ancor di più.

    • Sono d’accordissimo! E lo dico da critico d’arte.
      Poi, detto tra noi mi sarei aspettata più un’indagine sulla porta, no?…Only Joke :)