I P.I.G.S. secondo Santiago Sierra

Da Prometeogallery si proietta solo un filmato in cui alcuni maiali si abbuffano. Peccato che il loro mangime siamo noi e gli altri Paesi in crisi, noti anche come P.I.G.S. Una iniezione di (auto)consapevolezza alla quale conviene sottoporsi. A Milano, fino al 29 marzo.

Santiago Sierra - The Iberic peninsula devoured by pigs - 2013 - Courtesy Prometeogallery, Milano

Tutto è già preannunciato in vetrina, con una foto “prima e dopo” l’orrido pasto consumato dai maiali, ma inizialmente non si intuisce. Entrati in galleria, si sente il peso dei soffitti bassi e incombenti, delle luci fioche e dei grugniti dei maiali che, nell’unico video di Santiago Sierra (Madrid, 1966) che compone la mostra – da cui sono tratte anche alcune istantanee -, mangiano, rimestano e si rotolano in un cumulo di cibo a cui è stata data la sagoma dell’Italia, ma anche della penisola iberica e di quella greca: ognuno ha il proprio tipo di maiale, più o meno roseo e setoloso.

Ci rendiamo allora conto che noi P.I.G.S. non siamo vittime della cattiva cugina Germania, dei cui prelibati würstel potrebbero essere simbolo i maiali. Anzi, giungiamo alla consapevolezza che forse quei maiali siamo noi stessi, pronti, nella nostra miopia, a ingozzarci fino all’ultimo del nostro Paese offerto in pasto al peggior offerente, solo per presentarci poi più pasciuti al carnefice di turno. Uscendo, rimane solo la speranza che avesse ragione De André quando cantava che “dal letame nascono i fior”.

Giulio Dalvit

Milano // fino al 29 marzo 2013
Santiago Sierra – Maiali che divorano la penisola Ellenica, Italica, Iberica
PROMETEOGALLERY
Via Ventura 3
02 26924450
[email protected]
www.prometeogallery.com

CONDIVIDI
Giulio Dalvit
Nato nel 1991 a Milano, ha studiato Lettere e si è laureato in Storia dell’arte moderna alla Statale di Milano. Ha collaborato anche con alcuni artisti alla realizzazione di mostre milanesi tra Palazzo Reale, il Museo del 900 e Palazzo Ducale a Genova. Ha scritto per Flash Art e, ora, Artribune. Sempre in sospeso tra l’antico e il contemporaneo, studia al Courtauld Institute a Londra, dove attualmente vive.
  • Franco

    Ottima galleria la Prometeogallery, stucchevole con monotonia e scontato come tematica il lavoro di Santiago Sierra, come quello di Regina Galindo e poi mi sembra che questi 2 artisti si stiano sempre di più chiudendo in una dimensione domestica rappresentata da una galleria italiana, ridimensionandosi.. cioè perché questi 2 grandi artisti che sono partiti con uno slancio che faceva prevedere un successo internazionale, lavorano soltanto con la Prometeogallery? È colpa loro o della gallerista che con presunzione li tiene serrati a se’? Sicuramente non è normale, e la loro produzione ne risente, e’ soffocata, con tutto il rispetto per la galleria milanese, che conosco di fama, si stanno perdendo in internazionalità ed in respiro globale. Il loro messaggio sta limitandosi alla nostra penisola e ad una galleria, anche se presente alle fiere.

  • Pingback: I P.I.G.S. secondo Santiago Sierra | Artribune | artz _ architecture _ design | Scoop.it()

  • Angelov

    Nell’ambito della Finanza e dei suoi Strumenti (Finanziari appunto), esiste un’azione che consiste nel “lavorare allo scoperto”, cioè investire dei capitali che al momento non si posseggono, dando per scontato il sicuro ricavo che se ne trarrà, con il quale verranno coperte le spese dell’investimento stesso a fine giornata.
    Questo mi sembra anche il parametro o paradigma di molta Arte Contemporanea, che a dire il vero è espressione di quello che avviene anche negli altri settori della società, di cui uno è appunto la Finanza.
    Ma ultimamente le operazioni finanziarie di questo tipo, che erano solo ad appannaggio di agenti professionisti o addetti ai lavori, e di impossibile acceso per il pubblico dei normali investitori, hanno trovato l’opposizione di quei Governi che si sono resi conto che queste attività erano all’origine di spericolate e pericolose speculazioni, a scapito del benessere dell’intera società.
    Se questo avvenisse anche nell’ambito dell’Arte Contemporanea, a molti dei suoi artisti potrebbe essere richiesto di mostrare il modo in cui impugnano una matita, un pennello, uno scalpello, un gessetto etc, prima di aver carta bianca, come avviene invece tuttora.

  • Angelov

    Ho lasciato un commento alle ore 23:21 del 12 marzo 2013, il quale è “in attesa di moderazione”; spero che venga pubblicato, altrimenti sarebbe il mio ultimo su Artribune, per la pace della Redazione.

  • Pingback: Miart 2013 | Your own guide()

  • Pingback: Santiago Sierra | Laboratorio di ricerca d'arte contemporanea()