Fare storia con i detriti del presente

Una ventina di opere tra acrilici e disegni, per dar vita a un mondo banale e insieme paradossale. Il californiano Taylor McKimens attinge ai simboli più triti del paesaggio americano, per risucchiarci in un vortice surreale. Tra esseri umani, resti del consumo, animali improbabili. Allo Studio Raffaelli di Trento, fino al 16 marzo.

Taylor McKimens, This Morning’s Floor, 2012

Un’incredibile amalgama di ingenuità e cinismo, divertimento e inquietudine, mobilità esasperata e sublime kitsch. Questo e altro esibisce la pittura dell’americano Taylor McKimens (Seattle, 1976; vive a New York): questo e altro, perché essa non bada allo stile, alla grammatica, alla sofisticatezza del fare, ma solo a una meta-narrazione, dove le figure (oggetti, piante, esseri umani) fluttuano dentro e fuori gli stessi generi pittorici. Qui c’è tanto fumetto, tanto cinema, tanta letteratura (John Waters, Robert Crumb, Hunter Thompson). McKimens pare decretare la conclusione di ogni epica: il suo mondo ha la naturalezza di qualcosa di incompiuto e indifferente. Così, tutte le immagini che trattano di materie guaste e di contaminazioni acide non allestiscono un vero “teatro della perversione”, ma alludono a una fine che “non finisce di finire”, a un’estetica da post-apocalisse. Ogni elemento è al contempo corrotto e ricomposto, inanimato e vivo: è segno grottesco di una circolarità vuota e insensata.

Luigi Meneghelli

Trento // fino al 16 marzo 2013
Taylor McKimens
STUDIO RAFFAELLI
Via Marchetti 17
0461 982595
[email protected]
www.studioraffaelli.com

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Luigi Meneghelli
Laureato in lettere contemporanee, come critico d'arte ha collaborato e/o collabora a quotidiani (Paese Sera, L'Arena, L'Alto Adige, ecc.) e a riviste di settore (Flash Art, Le Arti News, Work Art in progress, Exibart, ecc.). Ha diretto e/o dirige testate culturali come Veronalive. Come curatore ha collaborato con spazi pubblici, tra cui Mart, Palazzo Forti, Museion e in occasione di mostre personali ha pubblicato saggi su Kantor, Novelli, Turcato, Vedova, Chiari, Fioroni, Boetti, Mambor, Masuyama, Hernandez, ecc. Ha curato mostre tematiche e di gruppo in Italia e all'estero, come La Pop Art Italiana, La Nuova Scuola Romana, L'Arte Povera, La Body Art. Si è interessato di Pubblic Art con esposizioni e dibattiti. E' stato selezionatore per il Triveneto delle nuove emergenze per riviste ed esposizioni. E' stato commissario italiano per la rassegna internazionale “Frontiera 92” (BZ) e commissario alla Biennale di Venezia (’93)… Insegna presso l'Accademia di Belle Arti di Verona.
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