Enfants terribles nell’era dell’omologazione

Pietro Gaglianò riunisce quattro giovani artisti, tutti nati negli Anni Ottanta, per riflettere sulla “cattiva educazione” ricevuta in questi decenni di globalizzazione, berlusconismo, Usa e ciambelle. A Firenze, da Biagiotti, fino al 13 aprile.

I quattro discorsi si sviluppano in autonomia, ma su due linee principali: l’ironica ammissione e la viscerale protesta. Sulla prima linea si dispongono nero/Alessandro Neretti e Gaetano Cunsolo: un’erezione di donut ad aprire la mostra e un bambinesco ribellismo per (non) chiuderla. Il primo documenta la corruzione di un immaginario collettivo, nell’ostentazione delle sue banalità; il secondo irride i simboli del militarismo, autodiagnosticandone l’introiezione.

Al piano superiore, il video di Silvia Giambrone indaga il complesso rapporto tra amoroso controllo e violenza censoria: un gioco intimo e brutale che conduce, scese le scale, all’infiorescenza di un urlo muto. E più sotto ancora, negli scantinati, Sergio Racanati riunisce i reperti della sua “rivoluzione permanente”: dalle piazze del mondo agli asettici spazi espositivi, dove l’affermazione dei valori (Luxury) ne rivela l’asfissiante dittatura.

Simone Rebora

Firenze // fino al 13 aprile 2013
La mala educación
a cura di Pietro Gaglianò
BIAGIOTTI PROGETTO ARTE

Via delle Belle Donne 39r
055 214757
[email protected]
www.artbiagiotti.com

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Simone Rebora
Laureatosi in Ingegneria Elettronica dopo una gioventù di stenti, Simone capisce che non è questa la sua strada: lascia Torino e si dedica con passione allo studio della letteratura. Novello bohémien, s’iscrive così alla Facoltà di Lettere a Firenze, si lascia crescere i capelli, cambia guardaroba e conclude il suo percorso con una tesi sul Finnegans Wake e la teoria della complessità. Perplesso e stranito dal gravoso delirio filosofico, precipita nel limbo del mondo giornalistico, impiegato presso una piccola agenzia di stampa. È qui che inizia suo malgrado a occuparsi di arte, trovando spazio su riviste quali “Artribune” ed “Espoarte”, e scrivendo per l’inserto culturale del (defunto) “Nuovo Corriere di Firenze”. Attualmente vive a Verona, per un PhD in Scienze della Letteratura. Non vede l’ora di lasciarsi tutto ciò alle spalle.
  • gianni

    piccoli copioni per un futuro preoccupante.

  • dan costello

    Le ciambelle sono il futuro dell’arte. Finalmente qualcuno se ne è accorto, sono anni che lo dico. Più ciambelle per tutti. Cribbio.