E ritorna Officina Barilli

L’Officina torna a indagare la contemporaneità del nostro Paese. Quattro giovani artisti espongono la loro creatività made in Italy all’ex Macello di Padova, fino al 24 marzo. Con il consueto zampino di Renato Barilli.

Quattro protagonisti della Nuova creatività italiana. Officina Italia 2 - Antonio Guiotto

Dopo la collettiva di circa trenta artisti che tra il 2011 e il 2012 ha interessato numerose sedi, il lavoro d’indagine continua e i curatori Renato Barilli, Guido Bartorelli e Guido Molinari puntano la lente d’ingrandimento su quattro protagonisti della scena locale (eccezione fatta per l’italo-svizzera Eloise Ghioni). Una realtà piuttosto circoscritta, che vuole fare da apripista ad altre personali, a Padova come altrove. Si parte così con le installazioni di Antonio Guiotto e Alex Bellan e le rivisitazioni pittoriche di Diego Soldà e Eloise Ghioni.
All’entrata dell’antico Macello patavino – chiamato anche la Cattedrale per le tre navate che lo caratterizzano – troviamo le vivaci stratificazioni policromie del vicentino Diego Soldà. Mal nascoste dentro misteriose sfere, bolle in procinto di esplodere, rotoli verticali simili ad artificiali tronchi d’albero, queste vigorose policromie sono rivestite da acrome superfici, che rendono ancora più folgorante la rivelazione che celano nel loro sottopelle. Nelle mani di Eloise Ghioni invece la pittura diventa un mezzo per risvegliare dimensioni primordiali e arcaiche. Le astrazioni geometriche, le superfici argentate, le stoffe e le piume dei suoi “dipinti” richiamano simboli religiosi e cabalistici senza tempo. L’alone di mistero che ne deriva viene amplificato dalla presenza di “meteoriti” sistemati su alti piedistalli, portatori di messaggi universali (Go confidently in the direction of your dreams, 2012), che pongono il singolo individuo al centro del proprio sistema di riferimenti.

Quattro protagonisti della Nuova creatività italiana. Officina Italia 2 - Eloise Ghioni
Quattro protagonisti della Nuova creatività italiana. Officina Italia 2 – Eloise Ghioni

Se Soldà e Ghioni reinventano quella che Barilli chiama “la vecchia signora”, cioè la pittura, le installazioni di Guiotto e Bellan vanno a indagare lo spazio in cui sono inserite. In particolare nel lavoro di Antonio Guiotto, gli asettici spazi di archeologia industriale dell’ex Macello vengono addolciti dai sinuosi movimenti di un telo gonfiato, fino a farlo assomigliare a una gigante medusa, da un motore che emana aria calda. Sembra proporre un’effimera volta a crociera all’interno dell’algida Cattedrale, in una lotta che oppone il soft all’hard. Si conclude con i tubi e i metri srotolati da Alex Bellan sul pavimento. Come vene estrapolate da un corpo umano, Bellan toglie dai muri delle nostre abitazioni esili tubi, che ora – senza sostegno – collassano su se stessi dispiegandosi in leggere e fragili spire. All’interno dei tubicini – in un omaggio alla scatola cubica di legno di Robert Morris – è possibile ascoltare i rumori prodotti durante l’assemblaggio dell’opera.

Elisabetta Allegro

Padova // fino al 24 marzo 2013
Nuova creatività italiana (Officina Italia 2)
a cura di Renato Barilli, Guido Bartorelli, Guido Molinari.
artisti: Alex Bellan, Eloise Ghioni, Antonio Guiotto, Diego Soldà.
EX MACELLO
Via Cornaro 1
049 8204547
[email protected]
padovacultura.padovanet.it

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Elisabetta Allegro
Elisabetta Allegro (Camposampiero, 1985, vive a Padova) è neolaureata in Arti Visive (Laurea Magistrale) all’Università di Bologna. Ha studiato Storia e Tutela dei Beni Culturali presso l’Università di Padova ed ha seguito il Corso di Art Management tenuto dal Centro d’Arte Contemporanea A+A (Centro Espositivo Pubblico Sloveno) di Venezia. Si interessa all’Arte Californiana degli anni Sessanta (Lowbrow Art e controcultura, Psychedelic Rock Poster Art, Underground Comix e Kustom Kulture). Ha collaborato ad alcune mostre che hanno avuto luogo nella città di Padova.
  • Angelov

    Questa mostra di studenti di Fine Corso d’Accademia è molto interessante.
    Ma ora comincia per ognuno di loro, l’arduo cammino post scolastico.
    Ciascuno si troverà solo nel proprio studio che, come diceva Barnett Newman, è il Santuario dell’Artista, a lavorare con alacrità, ricordando gli anni trascorsi all’accademia, con un po’ di nostalgia…

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