Decostruzioni cognitive. Da Rhizoma

Si scende nelle radici di Rizhoma Gallery e si sale sulle cime di Sam Laughlin. In “Rebuilt history”, fotografie in bianco e nero ricordano la transitorietà delle idee e delle filosofie. A Milano, fino al 14 aprile.

Sam Laughlin, Geschichte #2, 2011, stampa su gelatina d'argento

Gli uomini passano, le idee restano. Sam Laughlin (Cambridge, 1990) mette in dubbio questo assunto nella serie Pulver, in cui brucia i testi di alcuni grandi pensatori del passato, raccogliendone le ceneri e fotografandole su una carta che contiene le tracce della combustione e diventa la testimonianza fisica del processo, oltre che documentazione. Scripta volant, dunque, per il giovane artista britannico, che fonda la propria ricerca sulla ciclicità della storia, scevro da una visione pessimistica.
Nella seconda sala, in Geschichte si sovrappongono microstoria e macrostoria, confondendo i punti di vista: sono sassi o vette quelle che si innalzano davanti ai nostri occhi? Picchi e avvallamenti, cadute e risalite diventano la metafora per descrivere la storia dell’umanità, accumulo di massi e cenere.

Marta Cereda

Milano // fino al 14 aprile 2013
Sam Laughlin – Rebuilt History
a cura di Martina Colajanni
RIZHOMA
Via Plinio 20
329 9298792
[email protected]
www.rizhomahousegallery.it

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Marta Cereda
Marta Cereda (Busto Arsizio, 1986) è critica d’arte e curatrice. Dopo aver approfondito la gestione reticolare internazionale di musei regionali tra Stati Uniti e Francia, ha collaborato con musei, case d’asta e associazioni culturali milanesi. Dal 2011 scrive per Artribune.