Così era e non è più. Artisti alle prese con la trasformazione

L’elaborazione pittorica e scultorea di Sam Falls, Federico Madalozzo e Julia Rommel danno vita a “Good Luck and Safe Journey”. È la mostra in corso presso la galleria T293 di Napoli, fino al 25 maggio.

Good Luck and Safe Journey - veduta della mostra presso T293, Napoli 2013 - photo Maurizio Esposito

Le opere esposte nella collettiva di T293 nascono per subire modificazioni successive all’atto della creazione e sono identità evolute o evolutive, superfici che riflettono l’intento di un processo che muta attraverso lo svisceramento delle forme e dei materiali.
Il distacco della tela dal telaio originario e l’acquisizione di un nuovo supporto, più grande o più piccolo, costituisce la sostanziale rielaborazione di Julia Rommel (Salisbury, Maryland, 1980; vive a New York). Federico Maddalozzo (San Vito al Tagliamento, 1978; vive a Berlino) propone strutture urbane riverniciate nelle quali traspaiono colori che sono reduci dall’imbiancatura e che, inequivocabilmente, si ripresenteranno. Le installazioni di Sam Falls (San Diego, 1984; vive a New York), ideate per subire i raggi del sole e trasformarsi parzialmente, esibiranno poi il contrasto fra la parte integra e quella deteriorata. I tre giovani artisti dialogano tra loro sull’ineluttabile futuro e l’innegabile influenza di fattori esterni.

Arianna Apicella

Napoli // fino al 25 maggio 2013
Good Luck and Safe Journey
T293
Via Tribunali 293
081 295882
[email protected]
www.t293.it

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Arianna Apicella
Arianna Apicella (Salerno, 1993) ha studiato presso il liceo classico Torquato Tasso. Attualmente è iscritta all’Università degli Studi di Napoli l’Orientale dove studia cinese e inglese. Appassionata alla letteratura e alle arti visive, ha sperimentato il disegno fumettistico, l’approccio al palcoscenico e alla scrittura.
  • massimo

    ma perchè non aprono un negozio di design a questo punto? a chi interessa questa roba di ragazzini del 1984 che spariranno tra 3 anni?

    • mario

      ok tutte le critiche che vuoi, ma cosa c’entra l’etá scusa?ammesso che a 29 anni si sia ancora ragazzini (forse in italia…)

    • SAVINO MARSEGLIA

      Quasi quasi è meglio contemplare il fumo del Vesuvio che questa sciatta mostra…

    • rashid

      ma perchè non vai tu a vedere le mostre di design o al massimo se sei interessato all’arte vai a vedere una bella mostra di paladino che sarà sicuramente un tuo coetaneo, lascia stare le gallerie serie che fanno ricerca e hanno il coraggio di presentare “ragazzini dell’84” che fra 3 anni ti faranno rimangiare le considerazioni ignoranti che non sei riuscito a trattenere.

  • Giovanni

    Hanno trent’anni… Ragazzini?! E perché dovrebbero sparire?

  • non capisco questo modernismo di ritorno…forse si vende bene perchè fa sentire raffinati collezionisti troppo confusi…

    Si tratta di giovani artisti che DEVONO vivere fuori dall’italia. Rispuntano ogni tanto, ma ce ne sono migliaia uguali….quello che fa la differenza sono i luoghi (place) e le pubbliche relazioni che li sostengono come raggi tra punti (rays) (place+rays= …plays…). Quando questi raggi incontrano un luogo noi possiamo vedere la mostra. Le opere permangono fatte di una materia fatta di luogo e pubbliche relazioni. Si tratta di uno standard, in ultima analisi di un vuoto:

    …plays…
    europa centrale, 2011.

    http://whlr.blogspot.it/2011/12/blog-post.html