Calma, troppa calma. La trappola di Laura Giardino

Una consuetudine diffusa mette in guardia dalle cosiddette acque chete: non c’è da fidarsi della troppa calma, quella apparente. E anche Laura Giardino sembra dello stesso avviso, presentando da AreaB tele dalla tranquillità ingannevole. Fino al 9 marzo, a Milano.

Laura Giardino, Quiet 12, tecnica mista su tela, 2012

I setting sono scorci urbani, familiari, paesaggistici; le figure umane sono per lo più donne; lo stile è essenziale, con colori a campiture piatte, disegno sobrio e contorni graficamente ben delineati. Se non fosse per quel senso di turbamento che serpeggia svelto, si sarebbe tentati di identificare nelle situazioni descritte da Laura Giardino (Milano, 1976) tranquilli episodi di vita comune. Ma, in modo più o meno furtivo, l’ordinarietà viene scossa dall’ambiguità: si percepisce che qualcosa è accaduto, sta accadendo o accadrà nell’imminenza. La sfera del privato perde il suo valore rassicurante e si rivela come zona ibrida, dove si consumano azioni inconfessate, celate dietro un’apparente immobilità. Lo spettatore (volente o nolente) si trova a osservare scene dai contorni torbidi, dove il limite tra pubblico e privato si spezza, proprio come la calma è ormai spezzata dall’evidenza.

Serena Vanzaghi

Milano // fino al 9 marzo 2013
Laura Giardino – So Quiet…
a cura di Igor Zanti
AREA B
Via Cesare Balbo 3
02 58316316
[email protected]
www.areab.org

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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.