Anna Mendieta: omnia vincit amor

Al Castello dei Rivoli, a 28 anni dalla sua prematura scomparsa, la prima retrospettiva europea dedicata alla cubana Ana Mendieta. L’antesignana di performance, video, body-art e land-art raccontata attraverso 130 opere esposte nella Manica Lunga, fino al primo maggio.

Ana Mendieta - She got love - veduta della mostra presso il Castello di Rivoli, Rivoli 2013

Cominciamo dal titolo della mostra, She got love, tratto dal video in super 8 Senza titolo – Scrittura di sangue di Ana Mendieta (L’Havana, 1948 -1985). Ebbene, cosa accomuna l’amore al sangue? Quale corrispondenza tra le opere di una personale che mette in scena il tormento del corpo, e per la quale veniamo avvertiti da un cartello posto in ingresso che “le immagini della mostra possono turbare la sensibilità dei visitatori”?
La risposta si rivela alla fine del percorso espositivo: in realtà, sebbene le tematiche dure insite in molti lavori della Mendieta (la violenza, la morte, lo sradicamento, ma anche l’identità, la vita, il rigenerarsi, l’amore), la maniera di narrare è lieve e si riflette nei medium utilizzati, tra i quali privilegiato è il sangue, simbolo di morte ma al contempo fluido vitale, al quale si giustappongono piume, fiori, sabbia, cortecce, polvere da sparo, fango, rocce, foglie, cera, emblemi della natura vivificatrice. Il messaggio è di speranza, di vita che si perpetua in un ciclo eterno e di un’energia universale che, con le parole della Mendieta, “scorre attraverso ogni elemento, dall’insetto all’uomo, dall’uomo al fantasma, dal fantasma alla pianta, dalla pianta alla galassia”.

Ana Mendieta - She got love - veduta della mostra presso il Castello di Rivoli, Rivoli 2013
Ana Mendieta – She got love – veduta della mostra presso il Castello di Rivoli, Rivoli 2013

La mostra si snoda entro lo spazio stretto e profondo della Manica Lunga, che l’occhio può cogliere nella sua interezza prospettica. È la direttrice del Museo, Beatrice Merz, che motiva la natura dell’allestimento: “L’intento era connettere le opere e lo spazio liberamente, senza creare segmenti minori che avrebbero frantumato tale dialogo. Il risultato è che non vi è un percorso prestabilito, ma una serie di rimandi e rispecchiamenti ininterrotti tra le opere”.
A parete sono appesi i lavori di misura ridotta, perlopiù fotografie, ma anche la produzione grafica, intervallate da video allestiti su basamenti e altri, di formato maggiore, sospesi nello spazio. Le performance sono realizzate in pellicola Super 8 e sostanziate in scatti fotografici di 35 mm. I video sospesi sono veri e propri “focus” che contrappuntano i gruppi tematici: dalla sperimentazione sul corpo sino alla sezione centrale, dove il corpo è immerso negli elementi naturali di acqua, terra, fuoco, per giungere ai lavori legati alle tracce della terra natia.

Ana Mendieta - She got love - veduta della mostra presso il Castello di Rivoli, Rivoli 2013
Ana Mendieta – She got love – veduta della mostra presso il Castello di Rivoli, Rivoli 2013

Il percorso ha inizio nel 1972, fondato sulla corporeità dell’artista, prosegue nelle “siluetas”, che dal 1975 mettono in scena un corpo solo evocato, e termina negli Anni Ottanta, quasi un’eco di corporeità ricomposto nella natura.

Milena Zanotti

Rivoli // fino al 5 maggio 2013
Ana Mendieta – She got love
a cura di Beatrice Mertz e Olga Gambari
Catalogo Skira
CASTELLO DI RIVOLI
Piazza Mafalda di Savoia
011 9565222
www.castellodirivoli.com

  • marzia

    Bello questo articolo e molto interessante il lavoro di Anna Mendieta, antesignana di molti body artists.