Un invito “A casa”

Cristina Pancini trasforma la Galleria Antonio Colombo in un intimo ambiente domestico. Per una mostra-racconto dove il disegno fa da protagonista. A Milano, fino al 2 marzo.

Cristina Pancini,e mentre entri, 2012

La casa di Cristina Pancini è un luogo sospeso tra la memoria di una saggezza tramandata da generazioni e il progetto di un futuro prossimo o remoto. Aretina, classe 1977, accoglie la sfida di declinare nella tridimensionalità la pratica del disegno, trasformando la Galleria Antonio Colombo in un altrove fatto di gesti comuni, simbologie dotte e mitologie personali. Le stanze, prive di limiti o pareti, come i suoi disegni sguarniti da ogni riferimento spazio temporale, sono contenitori a misura di uomo, che raccolgono indizi di una storia ancora incompiuta: la costruzione di un edificio interiore in perenne evoluzione. Stipati nei cassetti, riposti nell’armadio o adattati alla grandezza di un porta ritratto, gli acquerelli, tutti realizzati nel 2012, esplorano le infinite possibilità della dimensione domestica, invitando il visitatore a comporre i numerosi tasselli di quel mosaico di suggestioni che ci fa sentire a casa.

Manu Buttiglione

Milano // fino al 2 marzo 2013
Cristina Pancini – A casa
a cura di Matilde Martinetti
ANTONIO COLOMBO
Via Solferino 44
02 29060171
[email protected]
www.colomboarte.com

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Manu Buttiglione
Manu Buttiglione (Bari, 1983) è una storica dell’arte da sempre interessata alle diverse espressioni della creatività contemporanea, con un’attenzione particolare verso gli artisti della sua generazione. Dopo la laurea in Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Bologna ha intrapreso diverse collaborazioni con artisti, gallerie, spazi non profit e istituzioni tra l’Italia, il Regno Unito e la Lituania; al momento vive e lavora a Milano, con la valigia sempre pronta per nuove avventure.
  • Patrizio Torri

    Ma che si informi, non si possono sempre ripetere i lavori di altri. A Milano al Careof, per esempio, Anna Valeria Borsari nel 2003 sul tema aveva già fatto qualcosa di meglio, poi anche altri. Cerchiamo di andare avanti e non fotocopiamo….

    • Luca

      Gentile Patrizio,
      la sua polemica è abbastanza sterile e banale ma voglio venirle incontro aiutandola a capire: è dalla notte dei tempi che nelle sue rappresentazioni l’uomo racconta di sè e della sua vita. Cristina Pancini non è la prima artista e non sarà l’ultima a raccontarci con la sua sensibilità “la Casa”. Altri artisti ci hanno dato e continueranno a darci la loro interpretazione del Lavoro o dell’Amore, della Guerra o dell’Ozio: quella che lei chiama “Fotocopia” è Interpretazione, Sensibilità, Ricerca, Approfondimento. E non finirà mai.
      In quanto alla possibilità di fare “di meglio” o “di peggio” lascerei il compito di criticare a chi ne ha le capacità.
      Sperando di farle cosa gradita,
      buona giornata.
      L