Total Bronze da Massimo De Carlo

Sette grandi nomi della scultura internazionale espongono opere in bronzo da Massimo De Carlo. Tra totem e tabù della modernità. A Milano, fino al 15 marzo. Per una mostra molto… moderna.

Steven Claydon - A Corrupted Alloy (2013)

Sette artisti per otto opere, tutte in bronzo. La mostra è piccola, ma The Bronze Age da Massimo De Carlo sembra riuscire a mantenere una trama di senso al suo interno: non sfuggire a noi stessi. La dimensione totemica dei lavori di Huma Bhabha o Thomas Houseago, le forme del ritratto per George Condo e Steven Claydon o della figura intera per Matthew Monahan e Bertrand Lavier, nonché il richiamo al fuoco e agli anni che passano di Massimo Bartolini riportano, infatti, alla coscienza alcune tra le dimensioni più fondative del nostro essere uomini.
Il bronzo, poi, fin da Grandi e Medardo Rosso, grazie alle sue pieghe sinuose che riflettono la luce, fa come entrare la scultura, già tridimensionale, in un dialogo ancora più intenso con la realtà. Tra i richiami alla filosofia, alla tradizione, all’arte primitiva, in alcune opere si scorge la cifra della modernità: una pesante corazza di apparenze il cui unico fine è nascondere un vuoto interiore.

Giulio Dalvit

Milano // fino al 15 marzo 2013
The Bronze Age
MASSIMO DE CARLO
Via Ventura 5
02 70003987
[email protected]
www.massimodecarlo.it

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Giulio Dalvit
Nato nel 1991 a Milano, ha studiato Lettere e si è laureato in Storia dell’arte moderna alla Statale di Milano. Ha collaborato anche con alcuni artisti alla realizzazione di mostre milanesi tra Palazzo Reale, il Museo del 900 e Palazzo Ducale a Genova. Ha scritto per Flash Art e, ora, Artribune. Sempre in sospeso tra l’antico e il contemporaneo, studia al Courtauld Institute a Londra, dove attualmente vive.
  • new arcaic come se piovesse..o meglio una branca dei giovani indiana jones. Anche la scenografia di Sanremo quest’anno è New Arcaic. Non si tratta solo di moda ma anche di come una certa retorica passatista ci possa rassicurare dopo il fallimento di modernismo e post modernismo…

    una rappresentazione in crisi ,almeno dalla data simbolo del 2001, spinge ad un rassicurante ripiegamento su codici del passato…esistono due strade oggi: la pittura e il popintimo….

    consiglio questo sulla crisi della rappresentazione: http://www.whlr.blogspot.it/2013/02/blog-post.html

  • andrea bruciati

    mostra ‘densa’, con alcune opere di grande interesse

    • Alex Gianotti

      Sig Bruciati, mi può dire quali sono le opere di grande interesse?
      Lei di professione fa il critico e il curatore, non stia nel generico, dia delle indicazioni ne abbiamo bisogno!! Grazie!

      • SAVINO MARSEGLIA

        Per la maggior parte, i critici, i curatori hanno una competenza individuale, una visione arbitraria e sono le figure meno adatte a cui affidarsi per avere indicazioni o un giudizio critico ben ponderato sulle opere d’arte. Leggiamoli pure, ma non lasciamo mai che siano loro a dirci quali sono le “opere di grande interesse”…

        Dobbiamo anche ammettere, che esistono storici dell’arte di quelli che posseggono una competenza e una pertinenza disciplinare più vasta e quindi apparentemente più preparati nella dialettica della critica d’arte.

      • andrea bruciati

        gentile Alex,
        trovo per esempio l’opera di Claydon di grande interesse perchè è la risultante di una ricerca complessa, mai banale: ha un forte impatto non solo visivo, anche dovuto al contrasto fra materiali e impiego delle cromie, fra scultura e piedistallo e la rilettura del concetto di monumento, ironico, leggero e nel contempo nuovo…
        Un modo di intendere e riflettere sulla scultura che considero di particolare efficacia.

  • che il new arcaic sia una delle poche cose minimamente accettabili non c’è dubbio. Anche se nessuno, a parte me, è in grado -o desidera- argomentare il perchè…ieri vascellari, oggi tradiello…domani new arcaic….la critica in italia sembra un hipster (come lo chiamate voi) impegnato a scegliere il guardaroba…

    Situazione della critica in italia inclassificabile. Quando la critica sarebbe l’unico modo per vincere la dittatura del luogo e delle pubbliche relazioni (place+rays=…plays…) che mortificano e disincentivano: http://whlr.blogspot.it/2011/12/blog-post.html

  • sembra un mercatino dell’usato…oltre ai giovani indiana jones…abbiamo anche i mid-career indiana jones: http://www.artribune.com/2012/11/giovani-indiana-jones/

    mentre sean connery nel ruolo del padre di indiana jones è sicuramente Michelangelo Pistoletto, grande bufala nostrana..

  • Rossella

    Aspettarsi da commercianti che abbiano un fine diverso dal vendere mi sembra abbastanza ingenuo.L’arte crea un immaginario di segni e valenze che le necessità degli operatori del settore portano a valorizzare e storicizzare in buona e/o cattiva fede dovendo pagare pegno al mercato.Politi ha delle necessità come tutti gli altri galleristi e sempre sarà cosi.Cosi è sempre stato.Quello che piu cambiare non è il “sitema” ma la capacità del pubblico di riconoscere il valore e il senso dell’arte indipendentemente da quanto il mercato e tutti i suoi operatori hanno bisogno di valorizzare.C’è arte altrove,anche in luoghi non preposti ad ospitare e legittimare l’arte,in autori non conosciuti,e magari anche in chi non sa nemmeno di essere autore.Se l’opera la fa anche il frutore,se Duchamp ha indicato una strada bisognerebbe percorrerla con piu coraggio.Con una sensibilita capace di raccogliere segni e significati,altrove.Non in musei,gallerie,testi critici,pur utili e necessari.Cosa si puo aspettare da Politi.Che cerchi di vendere,non altro.Cosa ci si puo aspettare dal pubblico.Che abbandoni le mitologie e i luoghi comuni,fisici e non che costellano l’olimpo dell’arte.Come tutte le religioni l’arte ha bisogno di fedeli ,promettendo senso,a chi non riesce a trovarne altrove.Finquando il pubblico demanderà ad altri la responsabilità di stabilire valori,valenze,germinazioni di senso…..sarà sempre in balia di chi vorrà vendergli qualcosa.Politi compreso insieme a tanti altri.

  • Rossella

    Scusate questo post è per un’altro articolo,pertanto non ha nulla a che fare conl’articolo in merito.