(L)Ontani seppur vicini

Una mostra discreta ma dirompente. Luigi Ontani si confronta con la scultura neoclassica di Hendrik Christian Andersen e costruisce una preziosa collezione di sorprese. A Roma fino al 24 febbraio.

Luigi Ontani - AndarSennoSogno - veduta della mostra presso il Museo Andersen, Roma 2013

Sembra non esserci è invece c’è. Lo si scorge piano piano perché è stato capace di integrarsi perfettamente con le sculture di Hendrik Christian Andersen (Bergen, 1872 – Roma, 1940), ma Luigi Ontani (Grizzana Morandi, 1943; vive a Roma) non sbaglia un colpo.
Mentre lo scultore della Casa Museo romana si interrogava su possibili nuovi mondi, Ontani, con la mostra AnderSennoSogno, propone possibili nuove identità. Si dispiegano così le sue opere, fra una scultura e l’altra, di parete in parete. Si rivelano agli occhi all’improvviso, e il loro tono, quasi lirico, invade lo spazio ma con discrezione.
Ontani è così: riesce ad affermarsi, ma senza alterare il contesto. Introduce riflessioni con i minuziosi dettagli delle sue opere. La prima suggestione arriva dalle musiche di Charlemagne Palestine, appena entrati nel museo. Le maschere di Ontani – prodotte a Bali negli ultimi quindici anni ed esposte per la prima volta al completo – prepotentemente disposte sulle opere di Andersen, emanano suoni, seguendo il ritmo del compositore americano. Ogni maschera ha il suo suono; Palestine le ha ulteriormente caratterizzate, regalando loro una nota differente che possa renderle ancora più uniche.

Luigi Ontani - AndarSennoSogno - veduta della mostra presso il Museo Andersen, Roma 2013
Luigi Ontani – AndarSennoSogno – veduta della mostra presso il Museo Andersen, Roma 2013

L’innesto fra i tre artisti crea suggestioni particolari e determina – all’interno del museo – un forte senso di sospensione: ci si sente catapultati in una dimensione atemporale, dove tre diversi modi di fare arte coesistono armonicamente e si completano l’uno con l’altro, accordando suoni, colori e forme. Il grigio dei marmi si alterna ai mascheroni colorati dall’aria ironica che, spezzano la severità delle sculture, mentre la musica accompagna i passi.
Ma al piano superiore il cerchio si stringe e il dialogo fra Ontani e il visitatore diventa intimo, diretto. È un colloquio visivo, che propone nuovi percorsi semantici, nuove forme di rappresentazione attraverso l’esposizione di quelle opere che Ontani non produrrà mai e che si pongono piuttosto come forma di sperimentazione, come confronto fra l’artista e l’opera nel suo farsi.
L’occhio rimbalza da una stanza all’altra, complice di un gioco complesso, emergono dal fondo figure, uomini, dettagli, colori discreti, immagini che ci seguono nella memoria.

Alessandra Fina

Roma // fino al 24 febbraio 2013
Luigi Ontani – AndarSennoSogno
a cura di Luca Lo Pinto
MUSEO HENDRIK CHRISTIAN ANDERSEN

Via Pasquale Stanislao Mancini 20
06 3219089
[email protected]

www.museoandersen.beniculturali.it

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Alessandra Fina
Vive a Roma. Ha conseguito la laurea magistrale in Curatore d’arte contemporanea presso l’Università La Sapienza. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati (Villa Torlonia, Caffè Letterario Roma ecc). Ha lavorato presso Palazzo delle Esposizioni come operatore didattico e addetta all’accoglienza. Ha partecipato alla redazione del testo Europa – America 1945 – 1985, una nuova mappa dell’arte a cura di Carla Subrizi e del catalogo della mostra Sguardi Multipli. Rassegna Nazionale di Arti Visive (Palazzo San Bernardino, Cosenza – Castello Estense, Ferrara). Ha collaborato con l’ufficio stampa Novella Mirri e Maria Bonmassar. Attualmente si occupa di comunicazione e public relation e collabora con importanti testate di settore: Artribune e Tafter.
  • si una mostra ”dirompente” ma che lascia il SEGNO!….. non perdetevela!!!!!…….in uno spazio magico.CONFERMA ancora una volta ..a mio parere..che nei MUSEI SATELLITI e nella GNAM..si fanno NOZZE con fichisecchi!!!!

  • Confermo il commento già fatto! aruss