La rievocazione della pittura. Samorì alla Galleria Mazzoli

Mazzoli non perde colpi. Alla galleria modenese, fino al 30 marzo, ritroviamo Nicola Samorì, un grande della pittura contemporanea, in una riflessione amara sui limiti della pittura e sul ruolo della tradizione. Una serie di dipinti pensati appositamente per l’evento, per comprendere, ancora una volta, il valore della nostra cultura.

Nicola Samorì, Ligne Robuste, 2012

Nicola Samorì (Forlì, 1977; vive a Bagnacavallo) torna in Italia, dopo alcune personali all’estero (New York, Berlino, Tübingen) che ne hanno confermato fama e bravura. E torna in grande, esponendo in una delle storiche gallerie italiane, la Mazzoli di Modena, indissolubilmente legata alla storia della pittura italiana.
Die Verwindung, da Heiddeger, indica una sorta di tradimento nei confronti della tradizione, quello che Samorì compie sulle tele, ora slabbrate, ora pastose, in una sorta di distruzione formale in bilico fra omaggio e demistificazione. Ecco allora comparire, dietro il colore che si disfa e cola, le figure di Rembrandt, Goya, Caravaggio, numi tutelari del pittore emiliano, trattati alla pari di un tavolo operatorio, dove sezionare, sperimentare, sporcare; un procedimento, questo, che richiama la pittura sfatta di Francis Bacon. Ma la stessa volontà di recupero di queste immagini tradizionali permette la pratica del ricordo, l’allontanamento dal museo e l’inserimento nel flusso del contemporaneo. Meglio la profanazione di queste dame secentesche, di questi Salomoni e Sebastiani, che l’abbandono indiscriminato nei polverosi archivi del museo, l’indifferenza della società attuale che condanna all’oblio gran parte della nostra storia.

Alessandro Marzocchi

Modena // fino al 30 marzo 2013
Nicola Samorì – Die Verwindung
GALLERIA MAZZOLI
Via Nazario Sauro 62

059 243455
[email protected]
www.galleriamazzoli.com

 

CONDIVIDI
Alessandro Marzocchi
Alessandro Marzocchi (Milano, 1986) è studente presso l’Università degli Studi di Parma, curatore e speaker radiofonico. Specializzato in arte contemporanea, da anni ha un conto aperto con La Mariée mise à nu par ses célibataires, même. Ha realizzato una serie di saggi sulla figura di Marcel Duchamp, su Jean-Michel Basquiat e sull’architettura giapponese. Ha curato la mostra “Black in White” (Parma 2007), e diverse esposizioni presso la Galleria Il Sipario di Parma, tra cui: “Mario Sironi” (2007), “Mino Maccari – Il difetto dell’intelligenza” (2008), “Corsi a vedere il colore del vento” (2010), “Titina Maselli – Annullare la facilità” (2010), “Omar Galliani 1981-2006...attraverso” (2010) e “Ut Pictura – Mario Schifano e Piero Pizzi Cannella” (2010). Dal 2011 collabora con Artribune.
  • gianni porri

    disgustoso

  • morganthal

    “un grande della pittura contemporanea” ????

    • Parere personale del recensore. De gustibus, no?

      • morganthal

        Parere personale del lettore. De gustibus, no?

  • Claudio c

    ” Meglio la profanazione di queste dame secentesche, di questi Salomoni e Sebastiani, che l’abbandono indiscriminato nei polverosi archivi del museo, l’indifferenza della società attuale che condanna all’oblio gran parte della nostra storia.” MA cosa ci si deve ancora inventare, parole, parole, parole, per descrivere un’aberrazione della pittura, se curatori e critici sotenessero artisti di vero spessore culturale e tecnico, probabilmente queste grandi opere non cadrebbero nell’oblio

  • Vinma

    Un grandissimo, sia dal punto di vista del gesto pittorico che della originalità, della tensione drammatica. Un genio, di cui sentiremo eccellentemente parlare per molti anni e ad alti livelli internazionali!

  • luigi

    temo che in alcuni pareri del tipo: “disgustosi” o altro, ci sia una semplice incapacità a comprendere pittura e figurazione per preferirli a giochetti compositivi – conprese certe installazioni o altro – di fronte ai quali il meglio che si sente dire dai visitatori “introdotti” è: “carino”, oppure “bello”, o ancora “interessante”

  • ors

    carino

  • Una gran bella mostra. Complimenti!

  • guardo

    idee copiate + esteticamente già vecchie prima di nascere

  • Un lavoro, intenso. Trovo le considerazioni sulle tante opere “datate” nascoste al pubblico, negli scantinati delle grandi collezioni, vergognoso. Molto viene rimandato a questo scandalo nelle opere di Samorì, almeno questo mi ha catturato l’attenzione.
    Il suo lavoro è centrato e non credo sia un delitto dire “bello”, lo sono. Grande, grazie.