Come si dice erotismo in serbo?

Una personale di Ljubomir Šimunić al Salon del Museo d’arte contemporanea di Belgrado mette… a nudo la sessualità esplicita del mondo serbo. E fino al 24 febbraio fa incetta di visitatori. Anche senza l’appoggio dei mass media.

Ljubomir Šimunić - The Secret Life of Belgrade Suburbs - veduta della mostra presso il Salon Msub, Belgrado 2013 - photo Lorenza Baroncelli

Ljubomir Šimunić (Belgrado, 1942), dichiaratamente erotomane e voyeur e seguace della rivoluzione sessuale degli Anni Sessanta, sviluppa il discorso dell’arte legata all’erotismo e la porta ai confini dell’accettazione culturale. Come nessun altro artista locale, sempre intrigante e provocatorio, soprattutto stilisticamente, è riuscito a svelare attraverso la sua pratica una diversa dimensione dell’eros e ha costituito un punto di svolta nella rappresentazione artistica della sessualità in Serbia.
Formalmente ha aderito alle regole della rappresentazione erotica che, a differenza della pornografia, si basano sul non mostrare esplicitamente l’atto sessuale nella sua concretezza, portando la tensione all’apice. Le serie di fotografie e i film in video 8 seguono un’estetica psichedelica e aderiscono alle pratiche sperimentali degli Anni Settanta e Ottanta.
Nel video Summer dreams (1976/1978), pellicole riguardanti ritratti di famiglie in situazioni quotidiane sono montate con spezzoni di pellicole pornografiche amatoriali. Qui la tensione erotica e l’aspettativa indotta dal ripetersi cadenzato di immagini lussuriose che si insinuano nella rappresentazione di vita ordinaria caricano la pellicola di una forte emotività. D’altronde, tutto il lavoro di Šimunić rivela l’esistenza di un vissuto emotivo. Ogni singolo scatto racchiude in sé una storia, ogni donna ritratta è stata condotta dall’artista attraverso la strada dell’immaginazione e della fantasia a esprimere una sensualità nascosta.

Ljubomir Šimunić - photo Lorenza Baroncelli
Ljubomir Šimunić – photo Lorenza Baroncelli

Il curatore della mostra, Dejan Sretenović, fa un riferimento a Bataille per spiegare la ricerca dell’artista serbo. Una ricerca che fonda le sue radici nella convinzione radicata che l’eros distrugge le differenze di gusto che separano il sublime dal banale, il consueto dal perverso. Sdogana il sesso dalla sua valenza illecita e gli riconsegna l’innocenza.
Questa mostra non è solo un riferimento all’abusato concetto dei “piaceri proibiti”, ma una composizione del tutto personale ed esteticamente raffinata di un mondo erotico che chiede la liberazione della libido repressa e l’emancipazione sessuale. Ed è proprio dall’innocenza della manifestazione dell’atto di volontà dei personaggi ritratti che l’artista trae la forza rivoluzionaria della propria opera.
Alla nostra domanda su come sia cambiata la percezione della sessualità in Serbia negli ultimi anni, Šimunić e Sretenović si guardano un po’ interdetti: forse non si aspettavano una domanda così poco attinente ai canoni delle interviste di settore. L’artista è il primo a prendere la parola e, con uno sguardo sornione, spiega con un certo distacco accademico che le donne serbe sono molto belle e le nuove generazioni anche molto nude. Questo potrebbe far pensare che non ci sia più bisogno di liberare nulla, ma conosciamo il grande inganno dei costumi contemporanei, che celano la censura ancora più subdola dello scoprire-non scoprire. Il curatore rivela che, contrariamente alle aspettative, infatti, non hanno avuto l’appoggio dei media televisivi all’opening, ma la mostra è stata visitata da un copioso numero di visitatori…

Zara Audiello e Lorenza Baroncelli

Belgrado // fino al 24 febbraio 2013
Ljubomir ŠimunićThe Secret Life of Belgrade Suburbs
a cura di Dejan Sretenović
SALON MSUB
Pariska 14
+381 (0)11 2630940
msub.org.rs/en/salon

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Zara Audiello
Laurea in Scienze Umanistiche presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza nel 2003 e Master in Educazione Interculturale, Dipartimento di Scienze dell'Educazione, Università degli Studi Roma Tre, nel 2005. Rispettivamente nel 2007 e nel 2009 frequenta il Corso per Curatori di mostre d'arte e di eventi e un Corso di Art Management presso il Centro d'arte contemporanea A+A, Venezia. Nel 2009 è cofondatrice dell'Associazione 22:37, nata dall’incontro di giovani curatori/trici, artisti/e e operatori/trici culturali che hanno in comune l’interesse per la produzione artistica e la pratica curatoriale in diversi contesti europei. Dal 2010 si trasferisce a Belgrado dove fonda Beo_Project, luogo di connessione tra il mondo artistico internazionale e la Regione dei Balcani. Coproprietaria e direttrice artistica del multiconcept bar ZAVOD. Indaga il conflitto nelle sue rispettive forme, come un concetto che può aiutare a spiegare molti aspetti della vita sociale, come il dissenso sociale, i conflitti di interessi, e di lotte tra individui, gruppi o organizzazioni.