Tra l’essere e il sapere c’è… il fuoco di Ekaterina Panikanova

Un ciclo di opere inedite per la prima personale dell’artista russa Ekaterina Panikanova. L’abbiamo incontrata per farci raccontare l’origine e il messaggio dei suoi lavori, esposti fino al 19 gennaio alla galleria Z2O di Sara Zanin a Roma.

Eketerina Panikanova - Un, due, tre fuoco - veduta della mostra presso la Galleria Z2o Sara Zanin, Roma 2012 - photo Valentina Fiore

Le opere di Ekaterina Panikanova (San Pietroburgo, 1975) sono memorie di un vissuto autobiografico che si trovano a un bivio: tra i saperi della conoscenza umana e rievocazioni familiari. L’artista crea così come l’ostrica genera le sue perle; il suo “carpe diem” è ispirato all’idea della conoscenza e del ricordo in costante evoluzione e mutamento. Il sapere dichiarato dall’oggettività asettica delle pagine ingiallite dei manuali, che formano la conoscenza e che sono materialmente supporto delle scene disegnate dall’artista, si accavalla e contrasta con i ricordi sprigionati dalla coscienza umana. Dall’enigmaticità di figure e oggetti d’infanzia emerge il timore, umano e comune, del lento scivolare della memoria nell’oblio più assoluto, nel buio della mente. Il sussistere di continue opposizioni tra istinto e ragione, tra soggettività ed oggettività, che mai giungono ad una conciliazione è la certezza a cui l’artista perviene attraverso la sua arte.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 19 gennaio 2013
Ekaterina Panikanova – Un, due, tre fuoco
Z2O – SARA ZANIN
Via della Vetrina 21
06 70452261
[email protected]
www.z2ogalleria.it

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.