Mike Kelley, la retrospettiva più attesa dell’anno

Ann Goldstein, carriera da senior curator al MOCA di Los Angeles e attuale direttrice dello Stedelijk Museum di Amsterdam, ha presentato l’attesissima mostra di Mike Kelley (in programma fino all’1 aprile 2013). Conferenza stampa dai toni sobri per il primo evento di portata internazionale dopo la scomparsa dell’artista.

Mike Kelley - veduta della mostra presso lo Stedelijk Museum, Amsterdam 2012 - photo GJ. van Rooij

Mike Kelley (Detroit, 1954 – Los Angeles, 2012), originario di Detroit e formatosi con maestri come Douglas Huebler, Laurie Anderson e John Baldessari presso il California Institute of the Arts, dalla fine degli anni Settanta ha realizzato una vasta produzione tanto eclettica quanto radicata nell’ambiguità. Una continua oscillazione tra tecniche e medium del tutto differenti tra loro l’ha portato a creare performance con ascendenti ritualistici, video, installazioni scenografiche, sculture, poster che attingono dall’immaginario della cultura pop fusa all’underground, fino ai più noti assemblaggi di peluches. La riemersione di temi politico-dissacratori e di ricordi infantili, come in Lunpenprole (1991), enorme coperta di lana dalla quale spuntano bozze indistinguibili, è l’altra costante che s’interseca a più riprese nelle sale dell’esposizione, costruita secondo un criterio cronologico.
Tra i duecento pezzi selezionati, notevole la presenza della video-installazione Extracurricular Activity Projective Reconstruction, serie monumentale iniziata nel 2001 in cui compaiono video presentati da Gagosian nel 2005, parzialmente presente nello stage del musical Day is Done prodotto nel 2005-06, ma mai terminata. Un “montaggio filmico reso nello spazio” dove, qui come altrove, è evidente l’ossessione per i linguaggi dell’entertainment e i “rituali” della società americana tra gli Anni Settanta e Novanta.

Mike Kelley – veduta della mostra presso lo Stedelijk Museum, Amsterdam 2012 – photo GJ. van Rooij

L’intensa attività musicale che ha da sempre contrassegnato le scelte e il linguaggio artistico di Kelley, prima con i Destroy All Monsters e successivamente con i The Poetics, pur presente attraverso alcune colonne sonore, l’immaginario punk-psichedelico e con una performance condotta da Anita Pace in programma, trova poco spazio in una rassegna che vuole offrirne un ritratto completo.
Appuntamento tra i più attesi dopo la fatidica data dell’1 febbraio scorso, l’esposizione è in verità un progetto in corso da più di cinque anni e vede tra i partner organizzatori la Mike Kelley Foundation tramite cui, ovviamente, l’artista stesso era coinvolto in prima persona.  Pensata come mostra itinerante, toccherà il Centre George Pompidou (2 maggio – 5 agosto 2013), il MoMA PS1 (7 ottobre 2013 – 5 gennaio 2014) concludendosi al MOCA di Los Angeles (maggio-giugno 2014), nei luoghi dove tutto è cominciato…

Emma I. Panza

Amsterdam // fino al 1° aprile 2013
Mike Kelley
STEDELIJK MUSEUM
Museumplein 10
020 5732 911
[email protected]
www.stedelijk.nl

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Emma I. Panza
Laureata in Storia dell'Arte con una tesi sui Luoghi delle Utopie, dal Situazionismo a Yona Friedman, ha conseguito un master in Eventi d'Arte. Dal 2008 è co-fondatrice del progetto indipendente Temporary Black Space, con il quale si occupa di indagare i limiti della ricerca curatoriale. Attualmente collabora con Casco, Olanda.
  • Plateaincerta

    L’artista merita il paradiso!