Lo spazio performativo secondo Gian Maria Tosatti

Lo spazio abbacinante è contrastato da pochi elementi d’arredo, neri perché in stato di carbonizzazione. Può entrare una sola persona alla volta. È l’ultimo tassello della complessa indagine di Gian Maria Tosatti sulla presenza e sulla memoria. Alla Tenuta dello Scompiglio, a Lucca.

Gian Maria Tosatti - Spazio #06 - 2012 - Courtesy Associazione Culturale Dello Scompiglio

Le considerazioni sugli intenti della mia prima comunione restano lettera morta, serie di installazioni site specific di Gian Maria Tosatti (Roma, 1980) con tema l’incontro tra memoria individuale e collettiva, prosegue con Spazio#06 in occasione dell’inaugurazione del nuovo ambiente performativo ed espositivo della lucchese Tenuta dello Scompiglio.
Un salotto estratto dal flusso temporale e ricomposto in una dimensione sospesa – la mobilia è carbonizzata fino al punto limite della propria dissolvenza – diventa d’ispirazione allo scorrere dei ricordi: e proprio in questa vitale contraddizione, di una presenza che contemporaneamente richiama la concreta eventualità dell’inesistenza, si attiva la partecipazione tra artista e osservatore, in nome, pur nella diversità dei trascorsi, dell’affinità delle esperienze umane. La ricerca di Tosatti si pone come una tra le più interessanti dello scenario giovane artistico italiano.

Matteo Innocenti

Lucca // fino al 12 gennaio 2013
Gian Maria Tosatti – Spazio#06
a cura di Angel Moya Garcia
TENUTA DELLO SCOMPIGLIO
Via di Vorno 67
[email protected]
www.delloscompiglio.org

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Matteo Innocenti
In linea agli studi universitari in Storia dell'Arte inizia un percorso come critico e curatore. Collabora a vari progetti editoriali, in modo particolare prima ad Exibart e poi ad Artribune. E' direttore artistico di TUM, collettivo di artisti e di altre professionalità legate al mondo dell'arte, finalizzato alla ricerca e alla sperimentazione espressiva. Lavora inoltre come autore e regista per una società di video produzione fiorentina.