La collezione Gian Ferrari: l’esercizio dello sguardo

Riscoprire il piacere di scegliere, mettere in luce nuovi linguaggi artistici, in un dedalo di sorprese. Succede alla mostra “Collezionare il Novecento. Claudia Gian Ferrari”. A Milano, presso il Museo del Novecento, fino al 3 marzo.

Lucio Fontana, Concetto spaziale (due uova), 1960-65, Donazione Gian Ferrari, Museo del Novecento

Un percorso a zig zag di spigoli e angoli, un labirinto di candide pareti sconnesse e superfici inclinate di un rosso acceso, tra continue sorprese sotto vetro, teche e piccoli scrigni (l’allestimento è progettato da Daniel Libeskind). Le opere si scoprono via via in questo tortuoso, divertito itinerario, pensato per simulare e ricreare il gusto della scoperta, il piacere della scelta di un grande personaggio come Claudia Gian Ferrari (Milano, 1945- 2010) “gallerista, collezionista e storica dell’arte”, come recita il sottotitolo della mostra.
I libri pubblicati da una casa editrice o gli spettacoli di una rassegna teatrale tendono a svelare una particolare sensibilità culturale, una sorta di “poetica” del responsabile editoriale o artistico: chi valuta, seleziona, mette in luce opere e artisti finisce poi per comporre particolari equilibri d’insieme, che, accostando elementi anche molto diversi, paiono possedere un quid comune. Così il collezionista d’arte di valore: nella libertà di seguire le proprie intuizioni, assorbendo lo spirito della contemporaneità, sperimenta insieme il coraggio, la gioia, e l’audacia di discostarsene, percependo il pregio di nuove ricerche, anche inattese e sorprendenti. Claudia Gian Ferrari è riconosciuta protagonista del panorama culturale a partire dagli anni Ottanta, attenta in particolare alle esperienze artistiche italiane tra le due guerre e alla loro valorizzazione. Tra i nomi indicati da Danka Giacon, curatrice della mostra, ci sono Giorgio de Chirico, Filippo De Pisis, Arturo Martini, Giorgio Morandi, Fausto Pirandello, Mario Sironi. Delle opere in mostra colpisce in particolare l’estrema varietà di materiali, stili e forme espressive.

Cagnaccio di San Pietro, Primo denaro, 1928. Collezione privata

Un’attenzione aperta, priva di pregiudizi, che va oltre una disponibilità generica, seguendo, sempre con competenza, le proprie predilezioni, passioni, simpatie. Dopo essersi assunta il compito di dirigere la galleria del padre, Ettore, morto nel 1982, Claudia Gian Ferrari ne aprirà anche un’altra, per la promozione di giovani artisti internazionali.
Oggi, tra i meandri di Libeskind, si possono incontrare la Natura morta con i guanti di Fausto Pirandello e una Natura morta di Giorgio Morandi, ma ci sono anche Proliferazione laterale di Mario Merz, creazione con creta, foglie su carta e matita, e Il Poeta ARTuromARTini CechoVia di Luigi Ontani, in marmi policromi. Particolari eleganze e proporzioni, quasi sensazioni fisiche per la materia, terracotte di diverso colore, in Concetto spaziale (due uova) di Lucio Fontana. Si sorride – provocazioni ormai lontane – con Marcel Duchamp e il suo Prière de tochuer, libro con sovracoperta, carta, gomma e tempera, accompagnato da una mammella esposta, sotto vetro naturalmente, a contraddire la sollecitazione del titolo (catalogo per l’esposizione surrealista, 1947).

Valeria Ottolenghi

Milano // fino al 3 marzo 2013
Collezionare il Novecento. Claudia Gian Ferrari, collezionista, gallerista e storica
a cura di Danka Giacon
MUSEO DEL NOVECENTO
Via Marconi 1
02 43353522
[email protected]
www.museodelnovecento.org

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Valeria Ottolenghi
Studiosa e critico teatrale (numerose le pubblicazioni, saggi e articoli di riviste, regolari alcune collaborazioni), è membro del Direttivo ANCT, Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Responsabile delle Relazioni Esterne. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti, ha lavorato per la scuola e l’Università, docente SSIS, insegnante per diversi anni di Pedagogia e Psicologia presso la Facoltà di Medicina di Parma, responsabile di corsi di critica teatrale per Associazioni (es: la Corte Ospitale), Fondazioni (es: Venezia) e Università (es: Parma). E‘ membro di importanti giurie nazionali per il teatro (Ubu, Anct, Premio Garrone, Casa Cervi, Ermo Colle...). Appassionata d’arte (fotografia in particolare) e letteratura, riesce a cogliere le connessioni, spesso nascoste, segrete, tra i linguaggi della contemporaneità. Critico teatrale della Gazzetta di Parma, scrive volentieri anche per “Il grande Fiume”, “I teatri delle diversità” (riviste ancora in cartaceo!) e naturalmente, rivista web, per Artribune.