La Britannia fra le due guerre. Secondo Lea Vergine

Un manipolo di “divini mondani” colti, ricchi, incuranti di regole leggi e costumi. Un periodo sfavillante è in mostra al Mart di Rovereto. Per una mostra straordinaria curata da Lea Vergine.

Cecil Beaton - Madame Edith Sitwell - 1962 - National Portrait Gallery, Londra

Preda del sapere e non solo del guardare e del vedere, Lea Vergine cura una mostra di ricerca dedicata all’opera di un gruppo di artisti, poeti, dandy, scrittori e intellettuali fuori dal comune che, in Europa e in particolare in Inghilterra, nel periodo fra le due guerre, si impegnarono a vivere un’esistenza/spettacolo estrema ed eccentrica.
La libertà d’espressione e le azioni non convenzionali non investivano solo i loro scritti ma sculture, ritratti, dipinti, oggetti d’uso quotidiano, arti decorative, grafiche, libri, pezzi di arredamento, fotografie. Oggetti capaci di delineare “un altro tempo”, un clima e uno stile per la prima volta approfonditamente analizzato, arginato ed esposto a Rovereto.
*Ispirata da due opere sorprendenti e poco viste, un collage di Vanessa Bell e un ritratto a olio dello storico Lytton Strachey, Lea Vergine sceglie di indagare questo tempo fuori moda, complesso ma affascinante, e articolarne le audaci opere attraverso una moltitudine di stanze diversamente tratteggiate, tinteggiate, illuminate e abitate da questi carismatici spiriti del bizzarro. Sono esposti un centinaio di pezzi. Niente intorno a loro è lasciato al caso nell’allestimento ideato da Antonio Marras e curato da Paolo Bazzani: la cromia che avvolge le sale, la cornice che segna l’ingresso, i leggii, la grafica… Dentro la mostra, come nella casa di Bloomsbury a Londra, un altro tempo si respira e “ci si muove in uno spazio fisico che è soprattutto narrazione di un’epoca e spazio intellettuale”.

Henri Gaudier-Brzeska – Autoritratto – 1913 – Southampton City Art Gallery, Southampton

Folta la congrega di “autori più che artisti” che scrivevano, dipingevano, conversavano e quant’altro: Vanessa Bell e la sorella Virginia Woolf, Dora Carrington, Hilda Doolittle, Duncan Grant, Jacob Epstein, Henri Gaudier-Brzeska, Roger Fry, Cecil Beaton, Ezra Pound, Edith Sitwell, Lytton Strachey, William Walton… Non mancano i loro ritratti e autoritratti, tele figurative e astratte, la serie di “vortografie” su Ezra Pound e i suoi arredi, i ritratti realizzati da Cecil Beaton, alcuni gioielli provenienti dalla collezione di Edith Sitwell…
Come chiarisce Lea Vergine: “L’interesse di queste opere non sta nel loro valore artistico, ma piuttosto nella loro capacità di evocare emozioni e sensazioni che sono appunto di ‘un altro tempo’: sono oggetti unici, spesso eccentrici rispetto ai canoni delle arti figurative. Vederli riuniti in un percorso espositivo offre al visitatore l’occasione per una rivelazione appassionante“.

Federica Bianconi

Rovereto // fino al 13 gennaio 2013
Un altro tempo. Tra Decadentismo e Modern Style
a cura di Lea Vergine
Catalogo Il Saggiatore
MART
Corso Bettini 43
0464 438887 / 800 397760
[email protected]
www.mart.trento.it

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Federica Bianconi
Federica Bianconi è architetto, curatore e critico d’arte. Si è laureata in Architettura presso lo IUAV di Venezia e ha frequentato il Master in Management per Curatori di Musei di Arte e Architettura Contemporanea presso il MACRO di Roma nel 2003. Nell'ambito del progetto formativo del Master ha collaborato con il Museo d’arte Contemporanea di Bologna, Mambo. Ha lavorato presso studi di interior design e con aziende operative nell'ambito della comunicazione e dell'allestimento di spazi espositivi, museali, fieristici e commerciali. In qualità di curatrice indipendente ha ideato e curato mostre personali e collettive. Tra i progetti curatoriali realizzati Dream Room Project, presso Palazzo Dalla Rosa Prati, Parma; Re-Produ©tion presso Trevisan & Cuonzo, Parma/Milano; No place like home presso la Galleria Mazzocchi - Associazione Culturale Remo Gaibazzi, Parma e La Stanza delle Vergini Suicide in collaborazione presso FlashArtFair, Milano. Scrive per le riviste Artribune, Impackt e Kultmagazine. Attualmente vive e lavora a Parma e Rovereto dove lavora come curatrice indipendente e collabora con Marazzi Architetti, con Studio Tramontin, con il Comune di Rovereto e con Trentino Sviluppo per MadeExpo.
  • Roberto Scala

    Tre visi , tre volti , tre teste , essere o non essere , ma la verità essere presente, apparire, divenire, sempre in prima fila con l’opera d’arte più amorfa e sempre più divina la vera essenza della purezza nell’arte ipotesi di sintesi ed elaborati a cognizione, Mart come Museo un autentico pianeta by Prof. Roberto Scala