Jimmie Durham, il selvaggio della scultura

Doppio appuntamento al centro-sud italico per l’artista di origini cherokee. Insieme alla grande personale al Macro di Roma, infatti, fino al 27 febbraio Jimmie Durham occupa anche il Palazzo Reale di Napoli. Con legno, pietra e altri “amici”.

Jimmie Durham - Wood, stone and friends - veduta della mostra presso Palazzo Reale, Napoli 2012

Problematica è l’invasione di Wood, Stone, and Friends che interrogano lo spettatore se uno spazio non gli sia stato negato. L’odore forte e non trascurabile del legno trattato inserisce il visitatore nel contesto di una ricezione dello spazio espositivo, che si propone come stimolante e non passiva.
Sono sculture che indagano l’architettura e la forte potenza evocativa del singolo pezzo, quelle di Jimmie Durham (Washington, Arkansas, 1940; vive a Berlino e Napoli), ospitate nella Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli. Opere che sfruttano la potenza del materiale per ragionare sulla materia stessa. Pietra lavica, metallo industriale ma soprattutto legno che s’esibisce e svela (talvolta lasciandovi sopra un velo bianco: è il caso di our best efforts) la sua valenza creatrice. Valenza che interessa in modo trasversale sia il contesto immediatamente legato alla natura, sia l’ampio ambito speculativo e di ricerca, non eludibile dopo aver colto il carattere provocatorio delle installazioni.
L’attenzione per la singola parte tende a restituire un progetto organico e coerente. Il processo d’assemblaggio non viene escluso dalla riflessione teorica né mascherato nella presentazione stessa; diventa, anzi, un ulteriore modo per dichiarare un presenza consapevole e attenta, impegnata, dell’artista statunitense, i cui lavori appaiono saldamente assestati al terreno, ma che minano le convenzionali incoerenze di un processo di costruzione architettonica che ignora il considerare un sviluppo coerente a quello insito nella materia.

Jimmie Durham – Wood, stone and friends – veduta della mostra presso Palazzo Reale, Napoli 2012

L’efficacia estetica del legno che si slancia tornando a essere foresta o l’apparente immobilità d’un antico fuoco che continua ad ardere come in greek fire sono solo alcune delle molteplici vesti a cui il legno si concede. Diretto è il riferimento allo scultore rumeno Brancusi, a una stilizzazione che tende a individuare forme primordiali, connaturate all’elemento stesso e preesistenti all’atto dell’artista, la cui configurazione definitiva e finale risulta da un sistematica e conscia operazione sulla materia.
Molteplici sono gli interventi diretti dell’artista, che rintraccia le identità del tronco e dà a questo il tono. Durham inserisce, in un sottile gioco di corrispondenze, materiali diversi che interagiscono con il legno, diventando non casuali interlocutori d’un confronto tra una realtà esistente e una auspicabile. L’incontro-scontro di un vecchio braccio meccanico e un ramo d’albero si pone al centro dell’esposizione come un pragmatico punto interrogativo.

Arianna Apicella

Napoli // fino al 27 febbraio 2013
Jimmie Durham – Wood, stone and friends
PALAZZO REALE
Piazza del Plebiscito 1
848 690499
[email protected]
www.palazzorealenapoli.it

CONDIVIDI
Arianna Apicella
Arianna Apicella (Salerno, 1993) ha studiato presso il liceo classico Torquato Tasso. Attualmente è iscritta all’Università degli Studi di Napoli l’Orientale dove studia cinese e inglese. Appassionata alla letteratura e alle arti visive, ha sperimentato il disegno fumettistico, l’approccio al palcoscenico e alla scrittura.
  • Zamlap

    In questo caso l’artista è uno solo: la natura. Cazzate!

  • Barbara

    E questo sarebbe uno scultore????.

  • ss

    condivido:mostra molto modesta.si puo e si deve pretendere di piu da un artista simile.

  • the cleaner

    che schifezza di mostra e che schifezza di operazione. morra greco+madre=le mani sulla città (e nel solito sacchetto dei denari). e poi sul comunicato stampa c’è scritto Brancusi e tutti seguono a pecora beeeeeee beeeeee

  • Alcorgea

    Scusate, ma… sono io troppo ignorante o… qui qualcuno ci sta prendendo per i fondelli? Questa cosa si deve considerare arte?! Ma siamo matti!?
    L’imperatore è nudo!!!!!!!!!
    Scusate tanto! Lo dovevo dire!
    Se volete vedere una vera mostra di scultura che richiama le idee, lo stile, lo spirito di Constantine Brâncusi, grandissimo Maestro della scultura internazionale di cui opere si vendono nelle grandi capitale del mondo per centinaia di migliaia di Euro, fate click sui seguenti link:

    http://www.oggitreviso.it/ricordando-grandi-talenti-omaggio-constantin-br%C3%A2ncusi-pietro-stefan-due-maestri-della-scultura-58002

    http://www.ganduliber.blogspot.it/

    Sul primo trovate un articolo in italiano, pubblicato come fosse una lettera. senza le fotografie delle opere.
    Sul secondo troverete lo stesso articolo redatto in romeno, che contiene anche le foto delle opere indicate nel testo.
    Signori cari, mettere tronchetti di legno grezzo uno sull’altro e pretendere di aver fatto arte e simile a una presa in giro…
    Intuire la forma, liberare l’idea dalla materia quella sì che possiamo chiamare arte! Questo genere di arte pulita, affascinante, inebriante potete vedere ai due indirizzi che Vi ho segnalato. Il Maestro nel qualle ho trovato moltissime somiglianze al grande Brâncusi, purtroppo, anche se riconosciuto come molto bravo e talentato, rimane in ombra, perché la sua Regione, la sua Provincia, la stampa del luogo se ne fregano altamente, non sono capaci di onorarlo come lui onora loro. Buona visualizzazione!

  • Alcorgea

    Ho dovuto tornare perché non riesco a trovare la pace.
    Devo dire anche questa:
    siete talmente asserviti agli americani che strisciandoVi davanti a loro accettate di promuovere la natura grezza, nella sua nudità come opera di qualcuno attribuiendo a lui meriti che di fatto non ha, ma solo pretese di artista in realtà lontanissimo dall’esserlo!!!
    Cari signori, per un’ofesa di cosi grandi proporzioni sicuramente Brancusi si è voltato nella tomba.
    Come romena inamorata dell’arte brâncusiana mi dichiaro offesa e fortemente ferita di uno così sfacciato e spudorato rifferimento al Grande Artista Romeno.
    Arriana Apicella, da Lei pretendo scuse pubbliche!

  • Alcorgea

    Qui qualcuno ci sta prendendo per i fondelli? Questa cosa si deve considerare arte?! Ma siamo matti!?
    L’imperatore è nudo!!!!!!!!!
    Scusate tanto! Lo dovevo dire!
    Se volete vedere una vera mostra di scultura che richiama le idee, lo stile, lo spirito di Constantine Brâncusi, grandissimo Maestro della scultura internazionale di cui opere si vendono nelle grandi capitale del mondo per centinaia di migliaia di Euro, fate una ricerca con google scrivendo
    “Ricordando i grandi talenti – Omaggio a Constantin Brâncusi e a Pietro Stefan due Maestri della scultura” (su oggitreviso)
    o
    “AMINTINDU-L PE BRANCUSI”.
    Con il primo trovate un articolo in italiano, pubblicato come fosse una lettera, senza le fotografie delle opere.
    Con il secondo troverete lo stesso articolo, redatto in romeno, che contiene anche le foto delle opere indicate nel testo.
    Signori cari, mettere tronchetti di legno grezzo uno sull’altro e pretendere di aver fatto arte e simile a una presa in giro…Ci vuole coraggio e crassa mancanza di rispetto per l’arte vera, per la gente.
    Intuire la forma, liberare l’idea dalla materia quella sì che possiamo chiamare arte! Questo genere di arte pulita, affascinante, inebriante potete vedere ai due indirizzi che Vi ho segnalato. Il Maestro nel qualle ho trovato moltissime somiglianze al grande Brâncusi, purtroppo, anche se riconosciuto come molto bravo e talentato, rimane in ombra, perché la sua Regione, la sua Provincia, la stampa del luogo se ne fregano altamente, non sono capaci di onorarlo come lui onora loro.
    Buona visualizzazione!

  • ginevra

    Artisti e curatori fanno fanno benissimo a produrre il nulla a caro prezzo.Sinquando ci saranno ricchi annoiati disposti a pagare e fedeli pronti a inginocchiarsi.Un gregge ha bisogno del proprio pastore.