Irene Kung: forme assolute nello spazio

Tra Oriente e Occidente. Ponti, palazzi e grattacieli sospesi in un silenzio d’attesa. Grandi imprese dell’uomo. E apparizione di alberi e foglie. È la mostra di Irene Kung, a Milano, presso lo spazio Forma fino al 23 febbraio.

Irene Kung, Bird’s Nest, 2012

Oltre il reale era il titolo della mostra di Irene Kung (Berna, 1958) allestita a Milano nel 2010, sempre nel prezioso spazio Forma. Ora come allora, colpisce il passaggio da quelle immagini di limpide forme architettoniche avvolte in spazi quieti, privi di presenza umana, alle strade di una delle zone più chiassose e affascinanti della città, Porta Ticinese, con vecchie botteghe artigianali e rumore di traffico intorno.
Le foto della Kung isolano grattacieli, palazzi e ponti svelando ritmi netti, definiti, privando il mondo di presenze naturali. Così anche negli scatti di questa nuova mostra di Forma, intitolata Daydream: anche in Cina le opere vivono autonome, separate, senza persone intorno, in ardite, stupefacenti avventure strutturali. Sagome che evocano viaggi spaziali, altri mondi. Ma qui appare il colore: una fascia rossa in Pingyao. Mentre la natura pare sfidare quanto costruito dall’uomo (Pagoda) o vivere in una sua esclusiva bellezza (Salice Shouzu).

Valeria Ottolenghi

Milano // fino al 23 febbraio
Irene Kung – Daydream
Catalogo Contrasto
SPAZIO FORMA
Piazza Tito Lucrezio Caro 1
02 8907542
[email protected]
www.formagalleria.com

 

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Valeria Ottolenghi
Studiosa e critico teatrale (numerose le pubblicazioni, saggi e articoli di riviste, regolari alcune collaborazioni), è membro del Direttivo ANCT, Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, Responsabile delle Relazioni Esterne. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti, ha lavorato per la scuola e l’Università, docente SSIS, insegnante per diversi anni di Pedagogia e Psicologia presso la Facoltà di Medicina di Parma, responsabile di corsi di critica teatrale per Associazioni (es: la Corte Ospitale), Fondazioni (es: Venezia) e Università (es: Parma). E‘ membro di importanti giurie nazionali per il teatro (Ubu, Anct, Premio Garrone, Casa Cervi, Ermo Colle...). Appassionata d’arte (fotografia in particolare) e letteratura, riesce a cogliere le connessioni, spesso nascoste, segrete, tra i linguaggi della contemporaneità. Critico teatrale della Gazzetta di Parma, scrive volentieri anche per “Il grande Fiume”, “I teatri delle diversità” (riviste ancora in cartaceo!) e naturalmente, rivista web, per Artribune.