Hanne Darboven: scrivere senza descrivere

Alla galleria P420 di Bologna una personale curata da Miriam Schoofs riassume il percorso della grande artista concettuale tedesca. Fino al 12 gennaio 2013, per la consueta mostra curata nei minimi dettagli.

Hanne Darboven - Index - veduta della mostra presso P420, Bologna 2012 - photo D. Lasagni

“Scrivo, ma non descrivo nulla”: dichiarazione emblematica di Hanne Darboven (Monaco, 1941 – Amburgo, 2009) autodefinitasi “scrittrice” prima che artista. La galleria P420 di Bologna, in collaborazione con la Hanne Darboven Stiftung di Amburgo, presenta la mostra personale Index, calibrata ed equilibrata, con una selezione di lavori, libri e materiali che riassumono il suo percorso dalla fine degli Anni Sessanta agli Anni Novanta.

Hanne Darboven, Senza titolo-Untitled, 1976, Courtesy P420, Bologna

Ossessiva, metodica, radicale, Hanne Darboven ha scritto, per circa quattro decenni, la sua versione estremamente logica e coerente di una prassi concettuale che non ha mai perso il fascino e il calore della “manualità”. Poetiche e scarnificate “criptografie”. Flussi di segni, numeri, note diventano enigmi visivi, matematici, musicali. Completa l’esposizione un catalogo, in “formato quaderno”, con puntuale e sintetico testo di Miriam Schoofs.

Gaspare Luigi Marcone

Bologna // fino al 12 gennaio 2013
Hanne Darboven – Index
a cura di Miriam Schoofs
P420
Piazza dei Martiri 5/2
051 4847957
[email protected]
www.p420.it

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Gaspare Luigi Marcone
Gaspare Luigi Marcone (1983; vive a Milano). Artista e curatore, dopo un periodo di studio alla Goethe Universität di Francoforte (D) si è laureato in Storia e Critica dell’Arte all’Università degli Studi di Milano (2006) dove è stato collaboratore del Dipartimento di Storia dell’Arte (2007-2010). Ha pubblicato contributi accademico-scientifici, testi critici e curato mostre su artisti quali Bern&Hilla Becher, Irma Blank, Erik Dietman, Gilbert&George, Roman Opalka, Claudio Parmiggiani, Anne e Patrick Poirier, Eva Sørensen, David Tremlett e altri. Ha curato la mostra monografica di Anne e Patrick Poirier Il giardino della memoria. Progetto per una necropoli contemporanea al Museo MADRE di Napoli (2011). È collaboratore di riviste di arte e cultura contemporanea quali “Artribune”, “Nuova Meta”, “Titolo”. Ha esposto in mostre personali e collettive a Bologna, Milano, Torino, Verbania.