Un Vulcano nel centro di Milano. A firma Maxim Kantor

La storia sovietica, post-sovietica e occidentale degli ultimi decenni. Tutto concentrato nei dipinti e nelle incisioni di Maxim Kantor. Succede a Milano, fino al 6 gennaio alle Stelline.

Maxim Kantor, Ritratto di Leinin, 2001

Artista visivo, scrittore, articolista engagé, Maxim Kantor (Mosca, 1957) sceglie come argomento privilegiato il rapporto dell’individuo con la storia e la società. La mostra alla Fondazione Stelline si concentra sulla sua attività di incisore e pittore. Il ciclo di 71 litografie Vulcanus (2010) è esposto per intero al piano sotterraneo. In queste opere, la felice inventiva stilistica veicola una satira fulminante (basti citare l’opera intitolata La talpa addomesticata: Hegel, Fukuyama e G. W. Bush sono convinti che la storia sia finita).
Al piano terra sono invece esposti venti oli su tela realizzati tra il 1980 e il 2012. I dipinti sono un esempio oggi rarissimo di come l’espressionismo dovrebbe evitare di perdersi nell’esibizione di potenza, per porsi invece al servizio del contenuto, amplificandolo. Lo stile tendente al naïf riesce a trasmettere con grande efficacia drammi, speranze e soprusi della storia sovietica, post-sovietica e occidentale, senza perdere di vista equilibrio e chiusura formale.

Stefano Castelli

Milano // fino al 6 gennaio 2013
Maxim Kantor – Vulcano
a cura di Alexandr Borovsky e Cristina Barbano
FONDAZIONE STELLINE
Corso Magenta 61
02 45462411
www.stelline.it

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.