Tra figurazione e astrazione: Luca Padroni e Seboo Migone

Immagini di ricordi, presenze anonime, sogni, fantasie e visioni celesti… I dipinti di due universi interiori in una doppia personale presso la Wunderkammern di Roma, fino al 10 gennaio.

Seboo Migone / Luca Padroni - Biografie visionarie - veduta della mostra presso la Wunderkammern, Roma 2012

Biografie visionarie è il titolo della mostra che vede protagonisti Luca Padroni (Roma, 1973) e Seboo Migone (Roma, 1968). Due personalità diverse che attraverso l’arte conciliano la duplicità dell’uomo: il suo sentirsi proiettato verso l’infinito, il cielo, l’irraggiungibile e l’essere più segreto e profondo della sua interiorità. Le opere dei due artisti sembrano create per poter manifestare la tensione causata da esigenze così discordanti.
L’esplosione del colore, che Migone utilizza in modo passionale e soggettivo, talvolta lascia una scia che tende verso l’esotico e accenna a un fare primitivista che si riconferma nella scultura Testa (2009). Dalle tele inoltre si scorge uno sguardo esterno, distante e inquietante. La ricerca di Luca Padroni, invece, si orienta dal 2008 verso l’astrazione, concretizzandosi in realtà immaginarie e celesti, come nella serie Stranger than paradise, dove l’intento sembra essere quello di potersi abissare nell’opera stessa.

Claudia Fiasca

Roma // fino al 10 gennaio 2012
Seboo Migone / Luca Padroni – Biografie visionarie
testo critico di Marta Silvi
WUNDERKAMMERN
Via Serbelloni 124
06 45435662 / 349 8112973
[email protected]
www.wunderkammern.net

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Claudia Fiasca
Nata nel 1988, vive a Roma. Si laurea nel 2011 in Storia dell’arte con una tesi in Arte Contemporanea e consegue nello stesso anno un master in Estetica e Comunicazione museale. Attualmente sta approfondendo i suoi studi frequentando il corso di laurea magistrale presso l’Università di Roma La Sapienza. Adora i dettagli ed è una silenziosa osservatrice. Le piace stare in treno e ammirare le vicende umane nelle sale d’attesa degli aeroporti. Porta sempre con sé carta e penna, per scrivere d’arte e ricordare piccoli eventi comuni che a volte, lasciano una sensazione immemorabile. Ha iniziato a scrivere poesie dall’età di otto anni. Ora pensa e si adopera per il suo futuro da critica e curatrice.