Oscar Turco o la strada verso l’intuizione

Intrisa di filosofia orientale, buddhismo zen e taoismo soprattutto, è l’opera dell’argentino trapiantato a Roma. Ora – e fino all’11 gennaio – è in mostra allo Studio Pino Casagrande. Siamo andati a vedere la mostra e ce la siamo fatta raccontare dall’artista.

Disegni leggeri, colori acrilici sfumati, scatole di legno, carte cotte e il ramo di un albero: un percorso che alterna il vuoto e il pieno, la presenza e l’assenza, che evidenzia il passaggio delle ore e il mutare della luce, che accoglie gli elementi naturali come facenti parte di un tutto, in cui anche l’uomo è incluso. Eppure Oscar Turco (Buenos Aires, 1949; vive a Roma) non presenta solo le sue opere, chiede di più: nella personale Dell’equilibrio interiore, invita infatti il fruitore a farsi avanti senza paura, lasciando indietro convinzioni, classificazioni e certezze condivise, per aprirsi al fluire dell’intuizione.
Il metodo intuitivo e le filosofie orientali in quest’ottica sembrano una conquista: ne abbiamo parlato con l’artista. “La cultura occidentale ci ha portato al predominio della mente. La mente divide, classifica: questo segna irrimediabilmente la vita, le cose, per persone. Il mio riferirmi alle filosofie orientali come il Tao e lo Zen, è perché esse prima di tutti hanno compreso che gli opposti non esistono, fanno parte di un tutto. Una volta chiesero a un maestro Tao come fare per eliminare il male. Lui rispose che non era possibile, perché il male e il bene dipendono l’uno dall’altro. Basta solo mantenere l’equilibrio. È a questo che mi riferisco”.

Come negli alberi esili che sorreggono un masso, o nelle due montagne messe a confronto. “Esatto. Gli alberelli sono sottili ma sono in equilibrio per sostenere il peso del masso. Io per restituire questo equilibrio mi sono rivolto agli elementi per così dire originali dell’arte: il disegno e la pittura. Lo stesso accade nelle montagne, che sono ritratte alle 3,45 e alle 3,47: la differenza sta nel trascorrere di quei due minuti, in cui c’è il passaggio della luce. Un passaggio che modifica e di cui spesso non ci rendiamo conto”.

Il modo di approcciarsi alla materia da parte di Turco passa attraverso la sottrazione. Così chiosa l’artista: “Togliere la materia mi permette di far emergere le cose non dichiarate, non finite, che lasciano spazio all’immaginazione”. Dunque, l’intuizione: “Ogni opera può essere presa singolarmente, ma anche nel suo insieme con le altre, come in un’installazione: tutte appartengono a un pensiero ben preciso che le accomuna. Tutto quello che dipende dalla mente deriva dalla conoscenza, dalle esperienze di ognuno. Ma c’è un momento in cui arriva l’intuizione, come quando si ha uno spavento, o un istante di estasi: è in quel momento che ci si slega dalla mente e si arriva all’intuizione”.

Marzia Apice

Roma // fino all’11 gennaio 2013
Oscar Turco – Dell’equilibrio interiore
STUDIO CASAGRANDE
Via degli Ausoni 7a
06 4463480
info@pinocasagrande.com
www.pinocasagrande.com

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Marzia Apice
Marzia Apice, romana, si è laureata nel 2002 al Dams di Roma Tre con una tesi in Storia e Critica del Cinema. A partire dal 2003, anno di iscrizione all'ordine dei giornalisti del Lazio, ha lavorato come giornalista free lance presso numerose testate dedicate alla cultura, tra cui quelle degli editori Mondadori Electa e Baldini Castoldi Dalai, occupandosi sia sul web che sulla carta stampata di cinema, arte e teatro. Nel contempo, si è dedicata all'attività di editor per alcune case editrici, e ha curato l'ufficio stampa per diversi eventi culturali. A maggio 2009 ha pubblicato con l'editore Bibliopolis il saggio "Le visioni di Pasolini. Immagini di una profezia". Attualmente è caporedattore del quotidiano web www.4arts.it e collabora a progetti legati alla diffusione della cultura in contesti sociali disagiati. Inoltre, per conto della società Aram Edizioni srl, di cui è socia, organizza e promuove eventi legati alla cultura e allo spettacolo.