Nella selva invernale della civiltà metropolitana

Fino al 12 gennaio, nello spazio di Ar/ge Kunst a Bolzano, un’originale riflessione sullo spazio metropolitano. Un racconto affidato al video, tra scenari apocalittici, periferie urbane, industrializzazione e memoria socio-politica. Per l’ultima mostra curata da Luigi Fassi, in partenza per Graz.

Yin-Ju Chen & James T. Hong - still da End Transmission, 2010

In the Wintry Thicket of Metropolitan Civilization è una rassegna video in cui cinque giovani artisti di diversa provenienza – Magdy, McWreath, Chen & Hong, Mele e Yáñez – interrogano la città metropolitana, l’urbanizzazione e l’impatto tecnologico.
Il titolo della mostra si riferisce a un passaggio da The Culture of Cities di Lewis Mumfold, libro del 1938 considerato un caposaldo della riflessione urbanistica del Novecento per il suo tentativo di connettere le ricerche sulla città a valori civili progressisti. I lavori si muovono in maniera eclettica sulle suggestioni di questo testo, fra l’approccio documentaristico, la fiction e il piano metaforico. Ne emerge una visione pessimista della città contemporanea, dov’è possibile trovare uno spazio per la speranza solo in una continua interrogazione dell’ambiente, nel suo mutare e nell’immaginario a esso collegato.

Gabriele Salvaterra

Bolzano // fino al 12 gennaio 2013
In the Wintry Thicket of Metropolitan Civilization
a cura di Luigi Fassi
AR/GE KUNST
Via Museo 29
0471 971601
[email protected]
www.argekunst.it

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Gabriele Salvaterra
Gabriele Salvaterra (Trento, 1984) è scrittore e mediatore culturale. Si laurea in Gestione e Conservazione dei Beni Culturali presso l’Università di Trento con la tesi “Internet e nuove tecnologie nel settore museale. Ipotesi e strumenti per un approccio immateriale alla creazione del valore”. Lavora come collaboratore presso istituzioni museali e come redattore freelance per diverse riviste d’arte. Dopo aver collaborato con Exibart, attualmente scrive per Artribune e Espoarte. Ha curato e contribuito alla realizzazione di diverse mostre sia presso musei pubblici sia come curatore indipendente. Appassionato di storia dell’arte e della critica, equilibra le escursioni nel mondo artistico-culturale con una eterogenea militanza chitarristica nell’underground musicale tridentino.