Marlie Mul e il significato di una pozzanghera

Non specchi d’acqua, bensì pozzanghere. Marlie Mul riproduce la matericità dell’asfalto, dell’acqua e dei residui che vengono raccolti in questi “apparati” urbani dall’aria decadente. A Milano, fino al 9 gennaio.

Marlie Mul - So we came anyway, in barrels - veduta della mostra presso Fluxia, Milano 2012 - photo Andrea Rossetti

La galleria si appropria di una parte dello spazio urbano, o meglio, di un poco di quella materia che si trova nelle strade delle metropoli. Non stiamo parlando di velleità ingegneristiche ma di comunissime pozzanghere, ricostruite con resine epossidiche da Marlie Mul (Utrecht, 1980) ed esposte lungo i pavimenti della galleria in una sorta di percorso. Rivisitazione in chiave contemporanea del diorama da museo? Potrebbe essere. L’artista non mette in atto un procedimento poetico e non si preoccupa di nascondere la finzione della riproduzione artistica, ma innesca una riflessione attorno a questi spazi acquitrinosi e fortemente urbanizzati che accorpano artificialità (l’asfalto) e natura (la pioggia), in un’ottica vagamente post-apocalittica e decadente: rimarranno solo questi agglomerati come segno del passaggio dell’uomo e della natura? Chi sopravvivrà, vedrà.

Serena Vanzaghi

Milano // fino al 9 gennaio 2013
Marlie Mul – So We Came Anyway, In Barrels
FLUXIA
Via Ventura 6
02 83425369
[email protected]
www.fluxiagallery.com

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Serena Vanzaghi
Serena Vanzaghi (Milano, 1984) è laureata in Storia dell'arte con una specializzazione incentrata sulla promozione e l'organizzazione per l'arte contemporanea. Dal 2011 si occupa di comunicazione e progettazione in ambito culturale ed editoriale.
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