Jaan Toomik. Danze della memoria per lo sciamano del Baltico

Non sta nella pelle Jaan Toomik: nei suoi video, brevissime schegge di struggente emozione, l’esplorazione completa degli anfratti della memoria. Attraverso un linguaggio di fisicità quasi rituale. Da Artra a Milano, fino al 13 gennaio.

Jaan Toomik - Run - Artra, Milano 2012

Salta, balla, corre, pattina. Emoziona. Non riesce a stare fermo Jaan Toomik (Tartu, 1961) che affida al linguaggio del corpo il confronto mai agevole con il tempo di una memoria tanto privata da risultare universale. L’ininterrotta catena umana che lo vede prima figlio poi padre, la struggente melodia del ricordo: nei suoi video, meravigliosamente editati in una brevitas dorata, l’immediata e prorompente vitalità di una riflessione che si sgancia dalla zavorra della malinconia. Movimenti a tratti convulsi, istantanei e liberatori: azioni che sembrano frutto di una ritualità antica, quasi sciamanica. Modalità espressive divergenti rispetto all’altrettanto potente Oleg, video con cui, in una durata da mediometraggio, Toomik sperimenta con fortuna inalterata una scrittura quasi cinematografica. Per un plot che risente, amaro ma tenerissimo, di una eco alla Full Metal Jacket.

Francesco Sala

Milano // fino al 13 gennaio 2012
Jaan Toomik – Run
a cura di Marco Scotini
ARTRA
Via Burlamacchi 1
02 5453773
[email protected]
www.artragallery.com

 

CONDIVIDI
Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.